La verità sulla strage di Crans-Montana: «Servivano almeno 100 mila franchi»

Servono «almeno 100 mila franchi». Non nel corso dell’intera festa «ma nelle sole prime ore di Capodanno, indicativamente tra l’una e le due». Decine di ragazzi sono entrati al Le Constellation di Crans-Montana per festeggiare il Capodanno perché «quella notte la proprietà era decisa a guadagnare rapidamente una cifra considerevole». La co-proprietaria Jessica Moretti chiedeva ai dipendenti di darsi da fare e ai dj di alzare la musica. Mentre durante gli interrogatori lei e il marito Jacques hanno accusato la cameriera Cyane Panine, ovvero «la ragazza con il casco», per essere salita sulle spalle di un collega con le candele accese: «L’ha fatto di sua iniziativa». Proprio lei che entrambi definivano «come una figlia».
L’indagine
Una circostanza smentita dai genitori di Cyane, morta nel rogo di Crans-Montana. Jerome e Astrid hanno inviato una nota firmata dall’avvocata Sophie Haenni: «Tra loro c’erano solo rapporti professionali. Ci sono i messaggi. E Cyane si sentiva sfruttata. Aveva consultato i sindacati e si era rivolta al tribunale del lavoro di Sion, per far valere i propri diritti». Durante l’interrogatorio Jessica ha detto che i lavoratori di Le Constellation erano sei con lei: «Gli altri sono Gaëtan, Matthieu, Ambre, Louise, Cyane». Ma ne ha dimenticati almeno un paio se non tre. Due sono morti, il terzo è il deejay 23enne Matéo Lesguer. Anche lui deceduto. Poi c’è la «cameriera con il casco». Cyane aveva 24 anni ed era fidanzata con un buttafuori del locale.
Cyane Panine
È lei che appicca accidentalmente l’incendio avvicinando le candele pirotecniche ai pannelli fonoassorbenti. L’avvocato Jean-Claude Guidicelli, che assiste alcuni familiari delle vittime, dice al Corriere della Sera che Moretti «è noto, è un uomo d’affari, pensava solo a l’argent, l’argent, l’argent, ovvero i soldi. Era il segreto di Pulcinella». Il cuoco del locale Adrien parla dei turni di lavoro nei locali: «Ho cominciato alle 9 al Vieux Chalet e ho finito a mezzanotte al Senso», gli altri locali dei Moretti a Lens e a Crans. È vivo per miracolo: due minuti prima del rogo è uscito dal «Constel» —«ero lì ma fuori servizio» — per andare a cercare il cellulare lasciato in auto e «60 secondi dopo mi hanno detto: “c’è il fuoco dappertutto”».
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La segnalazione anonima
Intanto una segnalazione anonima arrivata all’Inspection cantonale des finances del Canton Vallese (If) il 3 gennaio dice che in uno dei locali di Moretti ci sono «costruzioni non conformi». I funzionari dell’If fanno sapere che si tratta di «una segnalazione su potenziali infrazioni che potrebbero essere in relazione con l’indagine». In allegato, la denuncia: «A seguito della tragedia di Crans-Montana, bisognerebbe indagare sugli altri locali della coppia (Moretti, ndr). In particolare, su quello di Lens, rinnovato in parte dai dipendenti de “Le Constellation” che non hanno, come i loro capi, nessuna esperienza nel settore». Si parla anche di presunti traffici illeciti dei quali al momento non c’è alcuna prova.
La testimonianza di Moretti
Parlando con gli inquirenti Moretti ha davvero dato la colpa a Cyane per essere salita sulle spalle del collega: «Normalmente non si va in quei punti sulle spalle di qualcuno, sarebbe troppo pericoloso». La giovane, originaria di Séte, in Occitania, viene accusata pure da Jessica, appunto: «Non era la prima volta che andava sulle spalle di un altro, ma non era qualcosa che facesse sistematicamente: l’ha fatto di sua iniziativa». E ancora: «La riconosco (nella foto, ndr) perché ero dietro di lei, con delle bottiglie in mano anch’io». Camille C., amica di Cyane ed ex cameriera del locale smentisce: «La padrona di Cyane è arrivata in preda al panico — spiega — dicendo a Cyane che c’erano 16 bottiglie di champagne da portare ai tavoli e che era a corto di personale. Ha chiesto anche a me di aiutarla: la conosco perché ho lavorato lì al mio arrivo a Crans-Montana, 5 anni fa».
Il casco
E il casco? «Cyane aveva un casco da moto, fa parte dello spettacolo: Jessica gli aveva detto di metterselo. Io ho dovuto indossare una maschera, bianca, su richiesta di Jessica». Camille spiega anche perché le porte sono state chiuse: «Il capo (Jacques Moretti, ndr) le aveva bloccate: la gente diceva che l’aveva fatto volontariamente, per impedire ai clienti di entrare e uscire». Perché la serata «era a pagamento». L’amica smentisca anche il tentativo di Jacques di salvarla dopo aver aperto l’uscita di sicurezza chiusa dall’interno: «Ho visto molte persone intorno a Cyane, tentavano di salvarla. Un medico le ha fatto il massaggio cardiaco, senza fermarsi, per quasi un’ora».
La presunta fuga di Jessica
Subito dopo lo scoppio dell’incendio Jessica Moretti è già uscita dal bar «per chiamare il 118». Uno dei suoi legali, Patrick Michod, cita un lancio di Afp che smentisce l’interpretazione data a un video sui social che la vedrebbe allontanarsi con la cassa. Un cameriere racconta: «C’è una porta che ho fatto fatica ad aprire perché c’era una serratura a 190 cm di altezza. Qualcuno ha chiesto di uscire a fumare e l’ho fatto uscire da quella parte». Qualcun altro dopo richiude col chiavistello. Perché? «La sicurezza filtrava gli ingressi, penso lo facesse per permettere a tutti di usare la stessa porta e rendere più facile il lavoro, forse». Dietro la porta di servizio vengono trovati almeno sei corpi.
L’incasso record
Infine, scrive La Stampa, la polizia nota come non solo «i minori di 16 anni non avrebbero potuto trovarsi nel seminterrato a quell’ora». Ma anche che non potevano consumare alcolici. E che «l’uso degli sparkler all’interno di locali pubblici è rigorosamente riservato a personale formato». Il rapporto offre alla procura una prima analisi sulle cause di una festa precipitata in catastrofe: l’ossessione per «un incasso record». Le candele, spiega lo staff agli agenti, «moltiplicano per dieci il prezzo all’ingrosso di una bottiglia»: quelle vendute fino a poco dopo mezzanotte non erano «però sufficienti per rientrare dal costo delle altre cento preparate». L’obiettivo era superare il «target posto oltre quota 100 mila». Quasi tutti pretesi in contanti per non tracciare i minorenni invitati a saldare.
