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Garante privacy, la perquisizione e le accuse: dall’appartamento in centro al viaggio in Giappone, fino all’auto usata da Ghiglia per andare all’incontro con Arianna Meloni – Le carte

15 Gennaio 2026 - 15:40 Sara Menafra
report-garante-privacy inchiesta
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La procura ha messo sotto indagine tutti e quattro i membri del Garante. Le indagini di Report, si legge nel decreto di perquisizione, hanno dato il via all'inchiesta

Dai viaggi in Giappone alle spese pazze nella macelleria più famosa del centro di Roma; dall’appartamento in centro per il presidente Stanzione vicino al B&b delle figlie, all’uso dell’auto di servizio per spostamenti privati, fino al “perdono” nei confronti di Ita-Airways (ma le indagini riguardano anche analogo episodio per Meta). Sono tanti gli episodi che hanno portato il Nucleo di polizia economica della Guardia di finanza, su indicazione del procuratore aggiunto di Roma, Giuseppe De Falco, a perquisire le abitazioni di tutti i membri dell’ufficio del Garante della privacy, inclusi il presidente Pasquale Stanzione e il consigliere Agostino Ghiglia – mesi fa nella bufera per aver incontrato Arianna Meloni nella sede di Fratelli d’Italia prima di votare una sanzione contro la trasmissione Report – oltre a Guido Scorza e Ginevra Cerrina.

Le accuse di peculato e corruzione prendono lo spunto, si legge nel decreto di perquisizione consegnato agli indagati e che Open ha potuto visionare, proprio dalle inchieste di Sigfrido Ranucci e di Report, e delle verifiche fiscali del consulente Gaetano Bellavia citate in trasmissione (Bellavia è a sua volta al centro di accuse e di uno scontro tra Report e parte della maggioranza di governo). Accuse che poi sono state approfondite dalla Guardia di finanza, ipotizzando comportamenti che da “meriti illeciti offensivi del decoro dell’ente” sarebbero sfociate in reati e che avrebbero integrato anche l’abuso d’ufficio, se non fosse stato abolito.

Le accuse, dalle tessere Ita in cambio di controlli blandi alla visita ad Arianna Meloni con l’auto di servizio

Tre i filoni attorno a cui gira l’inchiesta. Prima di tutto il tema dei soldi dell’ufficio del Garante per la privacy usati a scopi privati in varia forma, dai viaggi aerei alle spese per alloggio e spostamento non giustificate: poi l’uso dell’auto di servizio per scopi personali, semplici spostamenti privati e non esclusivamente per gli incontri di rappresentanza. E tra queste, anche se il decreto parla genericamente di “incontro con un esponente politico”, il riferimento, dicono fonti di indagine, è anche alla visita del membro del Garante, Agostino Ghiglia, ad Arianna Meloni nella sede di Fratelli d’Italia.

Poi i rapporti con Ita Airways che, si legge nel capo di accusa, a fronte di tessere Volare di Ita-Airways, del valore di 6.000 euro ciascuna, avrebbero portato ad una sanzione per violazione della privacy “meramente formale” nei confronti della compagnia aerea, con la circostanza specifica per cui il responsabile della privacy, e quindi del trattamento dei dati nel 2022-23, in Ita era un socio dello studio E-Lex, fondato da Guido Scorza e in cui sua moglie è ancora socia.

Ci sono poi due episodi ancora in fase di accertamento e che non hanno portato ad un capo di imputazione. Uno riguardante gli Smart glasses e il colosso Meta che dopo la “sponsorizzazione” su Instagram da parte del consigliere Guido Scorza, non avrebbe subito alcuna sanzione (inizialmente si era parlato di una multa di 44 milioni di euro) e l’altro relativo all’eliminazione di una sanzione alla Asl Abruzzo, assistita sempre dallo studio E-Lex.

Dalle spese per fitness agli alberghi, l’esplosione delle spese passate da 20mila a 400mila all’anno

La procura di Roma contesta, anche sulla base delle dichiarazioni di una fonte coperta che parla di “gestione disinvolta” come le spese del Garante per la privacy siano lievitate negli anni, soprattutto per quanto riguarda le cosiddette spese di rappresentanza e gestione. Viaggi, alberghi a cinque stelle, ristoranti e persino spese legate al fitness hanno contribuito a far lievitare il bilancio annuo dagli 851mila euro del 2021 al 1.247.00 del 2024. Una situazione che il Garante avrebbe cercato di occultare, secondo le accuse, non solo fornendo dati parziali a Report a fronte della domanda di accesso agli atti, ma fornendo risposte generiche persino ai pm.

Stanzione, l’appartamento delle figlie e la macelleria

Se gli altri membri del collegio non residenti a Roma, usavano alberghi di primissima classe, chiedendo poi rimborsi per spostamenti privati anche nella città di residenza, il presidente Pasquale Stanzione avrebbe scelto una strada che ora è oggetti di approfondimenti specifici. Prima avrebbe preso un appartamento in affitto al canone di 2.900 euro mensili, nel pieno centro di Roma e, come ha raccontato Il Fatto quotidiano, a pochi passi da una struttura ricettiva B&b di proprietà delle figlie. Quindi, avrebbe chiesto di aumentare il rimborso da 2.900 a 3.700 euro, sostenendo che il proprietario dell’immobile aveva proceduto ad una “rinegoziazione privata”. Una spiegazione così generica da spingere il segretario generale, Angelo Fanizza, prima di dimettersi, a esprimersi contro l’aumento del rimborso. Tanto più che una fonte anonima ha riferito alla procura che nel contratto si parla di una casa per Stanzione più due familiari.

Lo stesso Stanzione avrebbe poi spesso presentato richieste di rimborso per pasti o addirittura per la costante spesa in una delle macellerie più note del centro di Roma, Angelo Feroci, arrivando a spendere anche 3.300 euro in un anno, e in qualche caso portando ricevute ha spiegato l’ex segretario generale Fanizza, per generici “pasti pronti”.

Le cene, i viaggi, la permanenza in Giappone di Ginevra Ferrina ed un assistente prima di andare in California

Durante l’attuale gestione, sarebbero lievitate anche le spese per i viaggi all’estero. Il solo spostamento in Giappone per il G7 sarebbe costato 80mila euro, di cui 40mila di voli visto che tutti i membri del Garante pretendevano di viaggiare in business. Per il viaggio in Giappone, non solo sarebbe stato assunto un traduttore dall’inglese, sebbene l’ufficio del Garante ne sia già provvisto. Proprio questo traduttore, considerato da altri testimoni, l’ “assistente” della consigliera Ginevra Cerrina, è stato assunto a tempo determinato come dirigente e si è fermato in Giappone assieme a Cerrina, dopo la fine del G7, altri 4 o cinque giorni, per poi volare in California dove entrambi partecipavano ad un convegno a Berkley.

In molti casi, i funzionari si sono trovati a stornare le voci di spesa, o perché i consiglieri pretendevano di viaggiare sempre in business, o perché pagavano con la carta di credito del Garante più alloggi nello stesso giorno, o il parrucchiere, o cene non istituzionali da 6/7 persone. Ghiglia in una fattura di albergo aveva chiesto il rimborso anche di “bevande e fiori“. Se tutte queste spese siano state effettivamente stornate dalle carte di credito pagate dal Garante sarà la procura ad appurarlo.

L’auto di servizio, la visita ad Arianna Meloni e gli spostamenti privati

L’auto di servizio del garante, che avrebbe dovuto essere usata solo per gli spostamenti di rappresentanza, sarebbe stata invece impiegata da tutti i membri del collegio per spostamenti personali, trai quali visite mediche, spostamenti in aeroporto dall’albergo dove si alloggiava. Ma il viaggio privato di cui si è più discusso in questo capitolo è ovviamente l’uso dell’auto, da parte di Agostino Ghiglia, per andare nella sede di Fratelli d’Italia il giorno prima dell’approvazione di una sanzione nei confronti di Report. Proprio quella visita ha fatto esplodere il caso, finiti al centro del dibattito politico per mesi.

Ita-Airways e la tessera Volare da 6.000 euro

I rapporti con Ita Airways sono invece un capitolo a parte e per questa vicenda l’accusa sale di livello, ipotizzando la corruzione. I quattro componenti del Garante, si legge nel decreto di perquisizione, sono titolari di tessere Volare, da quando la stessa Ita ha partecipato ad una iniziativa di promozione del valore della privacy a spese del ministero del Made in Italy. Ita Airways tra l’altro, sarebbe riuscita a evitare sanzioni circa il monitoraggio delle comunicazioni e il trattamento dei dati, proprio mentre il responsabile del trattamento dati era un avvocato dello studio E-Lex, fondato dal membro del Garante Guido Sforza e in cui lavora ancora sua moglie. E-Lex ha assistito anche l’Asl Abruzzo in una vicenda di presunta violazione della privacy, conclusa a favore dell’azienda sanitaria.

Capitolo a parte è poi il rapporto con Meta, inizialmente a rischio sanzione per ben 44 milioni di euro dopo la messa in commercio degli smart-glasses. Nonostante il ruolo ricoperto come membro del Garante, Scorza ha fatto un video sui social al momento della commercializzazione degli occhiali che permettono di registrare immagini una volta indossati. Non è l’unico ad aver avuto rapporti con Meta: Agostino Ghiglia avrebbe incontrato il responsabile relazioni istituzionali della società nel 2024, mentre l’istruttoria del garante era in corso. Dal giugno 2024 al successivo aprile 2025 l’ipotesi di sanzione è stata via via ridotta, fino ad essere ritirata “in autotutela” per il troppo tempo passato, sebbene testimoni abbiano riferito che le istruttorie del garante durano anche 18 mesi.

Cellulari sequestrati

La procura di Roma ha dato mandato non solo di perquisire tutte le abitazioni e gli uffici dei membri del Garante ma anche di sequestrare tutti i cellulari e i computer. Dopo l’esplosione dello scandalo però, riferiscono fonti vicine all’inchiesta, è noto che tutti abbiano cambiato telefono e non è chiaro quanto del pregresso possa ancora essere nelle memorie virtuali.

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