Iran, Tajani svuota l’ambasciata a Teheran: «Gli italiani lascino il Paese». La portaerei Abraham Lincoln verso il Medio Oriente – La diretta

Resta altissima la tensione in Iran, dopo che gli Stati Uniti hanno fatto sapere di preparare possibili azioni nella regione contro il regime degli ayatollah, che sta mettendo in atto una durissima repressione nei confronti dei manifestanti scesi nelle strade a protestare. Dopo i (vani) moniti degli ultimi giorni, secondo Reuters il presidente Trump avrebbe deciso di intervenire, pur precisando poi dallo Studio Ovale: «Siamo stati informati che le esecuzioni si sono fermate, non c’è alcun piano di esecuzioni. Spero sia vero – ha aggiunto – osserveremo la situazione e verificheremo». Intanto Washington evacua parte del personale dalle basi in Medio Oriente per protezione, la Farnesina invita i circa 600 italiani a lasciare il paese e il Regno Unito chiude l’ambasciata a Teheran. Sul fronte interno, il regime iraniano mantiene il pugno di ferro: sono ormai migliaia le vittime e gli arresti.
La portaerei USS Abraham Lincoln dal Mar Cinese al Medio Oriente
Il Pentagono ha annunciato lo spostamento della portaerei USS Abraham Lincoln dal Mar Cinese Meridionale verso il Medio Oriente. Lo riporta The Hill. La portaerei e il suo gruppo d’attacco sono stati avvistati mentre si dirigevano verso ovest, allontanandosi dalla regione indo-pacifica, secondo le immagini fornite da Copernicus, una società di dati satellitari che monitora il traffico marittimo. Lo spostamento richiede circa una settimana.
«Arabia, Qatar e Oman hanno convinto Trump a dare una chance all'Iran»
Arabia Saudita, Qatar e Oman hanno convinto Trump a «dare una possibilità all’Iran». È quanto riferisce un funzionario saudita, secondo il quale i Paesi del Golfo hanno avvertito gli Stati Uniti che attaccare l’Iran avrebbe comportato «gravi contraccolpi». Gli stessi Stati del Golfo, dice ancora il funzionario, continuano a comunicare con gli Stati Uniti riguardo all’Iran.
Un dipendente della Mezzaluna Rossa ucciso
Un dipendente della Mezzaluna Rossa è stato ucciso in Iran, e altri cinque sono rimasti feriti. Lo fa sapere la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. I sei erano in servizio nella provincia iraniana di Gilan il 10 gennaio. In una dichiarazione, la Ficr ha affermato di essere «profondamente addolorata per l’uccisione di Amir Ali Latifi» e per le «ferite inflitte» agli altri cinque dipendenti della Mezzaluna Rossa iraniana, senza fornire dettagli sulle circostanze.
Iran: «Ci difenderemo da qualunque minaccia straniera»
Trump: «Buona notizia lo stop alla condanna a morte dei manifestanti»
Donald Trump ha commentato con favore la notizia che non saranno condannati a morte i manifestanti iraniani, come Erfan Soltani, il giovane di Teheran che si temeva sarebbe stato giustiziato. «Il manifestante iraniano non sarà più condannato a morte dopo gli avvertimenti del presidente Trump. E così anche altri», ha scritto su Truth citando Fox News. «Questa è una buona notizia. Speriamo che continui così», ha aggiunto.

Il Portogallo chiude l'ambasciata a Teheran
Il Portogallo chiude l’ambasciata a Teheran e sconsiglia i viaggi in Iran. La chiusura temporanea è stata decisa mercoledì pomeriggio, secondo quanto si legge in un comunicato inviato oggi dal Ministero degli Esteri alle redazioni. Il ministero precisa inoltre che «tutti i cittadini portoghesi presenti nel Paese sono stati contattati» e dovrebbero lasciare il Paese in breve.
Tajani: «In ambasciata in Iran resta solo il personale indispensabile»
«Abbiamo detto di far andare via dall’Iran tutti gli italiani non stanziali, li abbiamo invitati caldamente a lasciare il paese. Ridurremo il numero delle persone che lavorano in ambasciata, rimarrà solo un numero indispensabile», ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Sulla partecipazione di Forza Italia alle manifestazioni per l’Iran, ha poi aggiunto: «Ieri c’è già stata una manifestazione a cui abbiamo partecipato».
M5s presenta sua risoluzione, «no ad azioni militari unilaterali»
Secondo quanto riferito da fonti del M5S, il partito sta depositando una risoluzione che sarà discussa in commissione Esteri della Camera, con prima firma del leader Giuseppe Conte e sottoscritta anche da Nicola Fratoianni di Avs. Tra i punti principali del documento, l’impegno a «scongiurare azioni militari unilaterali fuori dal quadro del diritto internazionale, promuovendo tutte le necessarie iniziative diplomatiche e di carattere sanzionatorio da parte della comunità internazionale e degli organismi internazionali». «Non solo siamo il sostegno alla causa delle proteste iraniane, ma ribadiamo nero su bianco il no a un intervento militare esterno», spiegano fonti pentastellate, ricordando che questo era anche il motivo dell’astensione dei pentastellati, ieri, sulla risoluzione sull’Iran in Senato.
L'Iran riapre lo spazio aereo
L’Iran ha riaperto il suo spazio aereo dopo una chiusura di quasi cinque ore, che ha costretto le compagnie aeree a cancellare, modificare le rotte o ritardare alcuni voli. L’avviso di chiusura, secondo il servizio di tracciamento Flightradar24, è stato rimosso. Le compagnie aeree iraniane Mahan Air, Yazd Airways e Ava Airlines hanno già ripreso a volare nel Paese.
Trump: «Pahlavi? Non so se la sua leadership sarebbe accettata in Iran»
In un’intervista rilasciata a Reuters e pubblicata sul sito dell’agenzia, Donald Trump ha commentato l’ex principe ereditario iraniano in esilio Reza Pahlavi, osservando che «sembra molto simpatico, ma non so come si comporterebbe nel suo stesso Paese. E non siamo ancora a quel punto… Ma è molto presto, troppo presto per dirlo. Non so come vada d’accordo con il suo Paese». Trump ha aggiunto: «Non so se il suo Paese accetterebbe la sua leadership, e certamente se lo accettassero sarebbe perfetto per me», sottolineando di non aver mai avuto contatti diretti con Pahlavi.
Ministro Esteri Iran: «Oggi o domani non ci saranno impiccagioni»
Mercoledì sera, intervistato da Fox News, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che «oggi o domani non ci saranno impiccagioni».
