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Luciana Littizzetto sponsor della ricerca sui clochard: «Contro quelli che se ne sbattono»

15 Gennaio 2026 - 07:09 Alba Romano
L'iniziativa dell'Istat e la comica: non basta commuoversi, bisogna muoversi

Quanti sono i clochard in Italia? E come vivono? Per rispondere, il 26, 28 e 29 gennaio si terrà in 14 grandi città italiane la campagna di sensibilizzazione “#TuttiContano”, iniziativa promossa da fio.Psd e Istat. Tra i testimonial Luciana Littizzetto, Richard Gere e la moglie Alejandra, Carlo Lucarelli, Ascanio Celestini, Antonello Dose e Marco Presta. E Littizzetto parla oggi al Corriere della Sera dell’iniziativa: «Finalmente c’è da fare una cosa concreta. Pensiamo sempre che la solidarietà sia una cosa astratta, ideale, che ci bastino le parole o un post impegnato, ma la realtà è ben diversa».

Non basta commuoversi

La comica riflette: «Don Luigi Ciotti dice sempre che davanti a un’ingiustizia o una tragedia non basta commuoversi, serve anche muoversi. E questo censimento è sì qualcosa di visionario, anche solo nell’idea di mettere al centro i dimenticati da tutti, ma anche e soprattutto molto fisico, pratico». Insomma: «Se non è rivoluzionaria un’iniziativa di questo tipo, in un mondo in cui viviamo per mostrarci fighi, interessanti, vincenti, veloci, e dove chi sta ai margini è considerato meno di niente…». Siamo davvero tutti così terribili? «No, anzi. È pieno di persone che si sbattono sulle cose giuste da fare, con tempo e costanza: il problema è che in giro si vedono più che altro quelli che se ne sbattono le palle».

Un mondo a parte

Quello dei senza fissa dimora è «un mondo che sembra girare per conto suo, quasi come se per proprietà transitiva fosse ai margini come le stesse persone che assiste. Ce ne ricordiamo una volta l’anno, con la giornata del volontariato, e poi torna nascosto. È anche per questo che quando mi viene chiesto, presto il mio volto a imprese come questa conta delle persone senza dimora. O sostengo Casa Oz a Torino».

Nel 2025 in Italia hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora: «Ecco perché non sarebbe male che uno Stato avesse le idee chiare sul da farsi, sull’argomento. Anche perché ormai ci si accorge dei senza dimora più che altro quando vanno a prendersi spazi che consideriamo nostri, nei centri delle città. Possono stramazzare in periferia, quello sì, ma non in centro, per una questione di decoro. Fare un censimento di chi vive così non è un atto burocratico, ma un gesto di umanità e responsabilità».