Ultime notizie Chiara FerragniDonald TrumpGroenlandiaIranUcrainaVenezuela
ESTERIDonald TrumpEmmanuel MacronFranciaRussiaUSAVladimir Putin

Macron ai soldati: «Siamo sotto tiro della Russia: armiamoci». L’allarme dopo le minacce di Putin e Trump: «Noi liberi solo se temuti»

15 Gennaio 2026 - 14:29 Giulia Norvegno
Emmanuel Macron con i soldati francesi
Emmanuel Macron con i soldati francesi
Il discorso dai torni bellicosi del presidente francese alle forze armate. L'avvertimento agli europei dopo che Mosca ha usato il missile Oreshnik: «Se vogliamo restare credibili, dobbiamo dotarci di queste armi». E sulla Groenlandia finita nelle mire di Trump, Macron promette di inviare altri militari

Emmanuel Macron ha scelto la base militare di Istres, nel sud della Francia, per il tradizionale discorso di auguri alle forze armate francesi quest’anno dai toni particolarmente bellicosi: «Per rimanere liberi, bisogna essere temuti e per essere temuti bisogna essere potenti. E per essere potenti in questo mondo così brutale, bisogna fare più in fretta e più forte». Macron ha rivendicato i risultati del «decennio di riarmo francese che porta i suoi frutti», sottolineando come Parigi non abbia atteso l’invasione dell’Ucraina per avviare questo processo né per richiamare la necessità di un’autonomia strategica europea. «L’impegno preso è stato mantenuto» e «il nostro sforzo nella difesa continuerà», ha promesso Macron.

Rinforzi militari in arrivo in Groenlandia

La Francia rafforzerà la propria presenza in Groenlandia nei prossimi giorni con l’invio di «mezzi di terra, aerei e marittimi», dopo che questa mattina un primo gruppo di 15 militari è già sbarcato sull’isola per partecipare all’Operazione Artic Endurance. Macron ha spiegato che Parigi ha deciso di unirsi all’esercitazione «programmata e lanciata dalla Danimarca in modo indipendente». Il presidente ha sottolineato la responsabilità particolare degli europei verso la Groenlandia: «Quel territorio appartiene all’Unione europea, ed è di uno dei nostri alleati della NATO». Per il capo dello Stato francese, questo rappresenta «il ruolo che la Francia deve svolgere: essere disponibile di fronte alla valutazione della minaccia, sapersi adattare ed essere al fianco di uno Stato sovrano per proteggere il suo territorio». La posizione è stata espressa senza escalation «ma senza cedimenti sul rispetto della sovranità territoriale».

EPA/PHILIPPE MAGONI / POOL | Il presidente francese Emmanuel Macron parla ai militari nella base aeronautica di Istres, nel Sud della Francia

L’aiuto francese all’intelligence di Kiev e allarme russo

Sul fronte del conflitto in Ucraina, Macron ha rivelato che la Francia fornisce «i due terzi» delle capacità di intelligence necessarie a Kiev nella guerra contro Mosca, mentre i 34 paesi della Coalizione dei Volenterosi finanziano «il 100%» dei mezzi accordati all’Ucraina. «Laddove l’Ucraina era dipendente un anno fa in schiacciante maggioranza dalle capacità di intelligence americane, oggi i due terzi sono forniti dalla Francia», ha dichiarato il presidente. L’avvertimento sulla minaccia russa è ancora più diretto: «Noi siamo a portata di tiro» della Russia, ha ammonito Macron citando il missile Oreshnik utilizzato da Vladimir Putin nelle ultime settimane. «Se vogliamo restare credibili dobbiamo, noi europei, e in particolare noi francesi, dotarci di queste nuove armi che cambieranno la situazione a breve termine».

Più soldi per la spesa militare francese

Il presidente francese ha chiesto un aumento del budget militare di 36 miliardi di euro entro il 2030, attraverso una revisione della legge di programmazione militare. La Francia deve impegnarsi in «sforzi commisurati alla nostra dura epoca», ha affermato Macron davanti alle truppe riunite a Istres. La legge di programmazione militare 2024-2030, che prevede attualmente 413 miliardi di euro, deve poter essere rivista e adottata «entro il 14 luglio prossimo», ha precisato. Un incremento sostanziale che testimonia la volontà di Parigi di giocare un ruolo da protagonista nello scacchiere della difesa europea in un momento di crescenti tensioni internazionali.

L’attacco al «nuovo colonialismo» e i riferimenti a Donald Trump

Senza nominare esplicitamente gli Stati Uniti e Donald Trump, Macron è tornato a denunciare «un nuovo colonialismo che da parte di qualcuno si è messo in opera», insistendo sulla necessità di accelerare gli sforzi di difesa di fronte al «ritorno delle potenze della destabilizzazione». Il presidente francese ha criticato apertamente «i discorsi che talvolta seminano il dubbio, anche fra gli alleati», un riferimento neanche troppo velato alle recenti dichiarazioni di Donald Trump sulla Groenlandia e su altri territori. «Tutto questo ci impone di continuare a rafforzare il nostro modello, la nostra indipendenza in tutte le sue componenti», ha concluso Macron, rilanciando la visione di una Francia forte e di un’Europa capace di difendersi autonomamente.