Gli Usa puntano sul crollo finanziario del regime iraniano: «Spostano milioni di dollari a Dubai, collasso vicino» – Il video

Donald Trump sembra avere cambiato idea e rinunciato a colpire militarmente l’Iran per dare una mano ai cittadini che da oltre due settimane riempiono le strade del Paese. Ma ciò non significa che la Casa Bianca non continui a coltivare l’ambizione di mettere in ginocchio il regime di Ali Khamenei. È quanto lascia intendere Scott Bessent, il ministro del Tesoro Usa, nelle dichiarazioni bellicose rese oggi a Newsmax, canale americano vicino al mondo MAGA. Altro che riprendere il controllo del Paese, i leader del regime teocratico stanno «abbandonando la nave», sostiene Bessent, le cui prove a sostegno della tesi sono di natura finanziaria. «I ratti stanno abbandonando la nave, vediamo decine di milioni di dollari trasferiti fuori dal Paese da parte della leadership iraniana». Fondi ingenti che verrebbero trasferiti dunque con urgenza crescente in banche straniere, in modo – si presume – da metterli in salvo specie nel caso la situazione sfuggisse di mano e i leader dovessero abbandonare il Paese.
La strategia Usa per portare al collasso (finanziario) di Teheran
Secondo Bessent quanto sta accadendo proverebbe che la strategia di massima pressione (finanziaria) sull’Iran sta funzionando. Le proteste che ora infiammano il Paese sono partite a fine dicembre dai commercianti del Gran Bazar di Teheran, inviperiti per l’impennata dei prezzi e il crollo del rial, la moneta iraniana. Conseguenza palese delle sanzioni internazionali. Che Bessent oggi annuncia di voler indurire ulteriormente, prendendo di mira in particolare «gli artefici della brutale repressione di manifestanti pacifici». Non coi raid ma con lo strangolamento economico, dunque, gli Usa punterebbero a far collassare il regime, sembra dire il ministro del Tesoro Usa. «Stiamo avvicinandoci rapidamente al traguardo cui Trump ha lavorato col piano messo in opera subito dopo essere tornato in carica. Abbiamo applicato una campagna di massima pressione sulle esportazioni di petrolio per tagliare le fonti di finanziamento del regime. E quello che abbiamo visto succedere nell’ultimo mese è il collasso finanziario totale del regime», ha detto a Newsmax Bessent.
I trasferimenti a Dubai in criptovaluta e l’occhio Usa
Secondo il Canale 14 israeliano i leader iraniani avrebbero trasferito in particolare circa 1,5 miliardi di dollari su conti protetti a Dubai nelle ultime 48 ore. Non tramite banche tradizionali, ma in criptovalute per rendere le operazioni ancor più coperte. Tra i più attivi su questo fronte ci sarebbero il figlio della Guida Suprema e possibile successore Mojtaba Khamenei. Lui stesso avrebbe trasferito su conti di Dubai circa 328 milioni di dollari, hanno riferito fonti anonime al canale israeliano. Testimonianze che sembrano coincidere col resoconto di Bessent, che dal canto suo assicura: «Al Tesoro Usa seguiamo i flussi di denaro, che siano attraverso il sistema bancario o tramite asset digitali. Li tracceremo e faremo in modo che non possano riutilizzarli». Basterà a rassicurare i manifestanti che rischiano la vita sulle strade di Teheran e di decine di altre città del Paese?
In copertina: Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent in conferenza stampa – Washington, 29 aprile 2025. (EPA/Yuri Gripas)
