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Leonardo Dell’Orco e l’amore con Giorgio Armani: «Dalla sua morte non ho toccato nulla. Ecco chi lo sostituirà»

16 Gennaio 2026 - 08:19 Alba Romano
leonardo dell'orco giorgio armani
leonardo dell'orco giorgio armani
Il compagno racconta lo stilista: «Andavo a dormire la sera non sapendo se lo avrei trovato il mattino dopo»

Leonardo Dell’Orco è stato compagno di vita e di lavoro di Giorgio Armani. A quattro mesi e mezzo dalla scomparsa dello stilista si racconta in un’intervista al Corriere della Sera: «Debbo dire che il primo periodo è stato strano. Mi mancava la persona. Poi mi sono abituato. Sono tranquillo. In casa, al secondo piano, ho lasciato lì tutto com’era e sto dalla mia parte. Dalla sua non entro. Non ho toccato nulla. Da quel giorno. Non mi va. Al terzo piano, quello in comune, ci sono i suoi gatti, i suoi pappagalli e il merlo. La cosa bella è che io non sogno. Tutti dicono che succede, a me non succede».

Leo Dell’Orco e Giorgio Armani

Quando il compagno si è ammalato è stata durissima: «Andavo a dormire la sera non sapendo se lo avrei trovato il mattino dopo. Ha capito subito che questa volta non ce l’avrebbe fatta. Mi diceva: “Non ho più voglia, non ho più voglia”. E io gli rispondevo: “No, Giorgio, no. Devi essere forte”. È stata dura». E spiega: «Non staccava mai. Io, per esempio, mi chiudo quando posso nella mia stanza blindata con i miei orologi. Vado lì, tranquillo, me li guardo, li pulisco. Mi distraggo e mi rilasso. Mi piace. Lui no. Cercavo di fargli capire che prendere ogni tanto le distanze e cercare soddisfazioni in altro gli avrebbe fatto bene. A lui però piaceva quello. Ed era contento. Giusto così. Solo negli ultimi periodi ha cominciato ad occuparsi del dopo e della nostra serenità. Voleva programmare tutto».

Chi sostituirà Armani?

Dice che non si arrabbia quando gli chiedono chi sostituirà Armani: «Ci siamo Silvana per la donna e io per le collezioni uomo. Lui lo ha deciso. Non senza chiederlo, sempre: “Anche se sei a posto: ce la fai Leo? Ti diverti?”. “Certo, tranquillamente”, gli rispondevo. Silvana ha avuti momenti di titubanza ma poi ha preso la sua strada con grande determinazione, si è resa responsabile; vuole fare vedere che c’è e che può farcela da sola. E sarà così. Dialoghiamo anche fra di noi, parecchio, come facevamo con Giorgio, anche con la nostra moda (già presa la decisione, per esempio, di sfilare insieme per Emporio donna e uomo ndr ). Poi abbiamo entrambi le nostre squadre che sono validissime e importanti. I miei lavorano con me da anni, sono quattro e responsabili. Possono andare avanti. Fra questi Gianluca, mio nipote».

Gianluca Dell’Orco

Gianluca Dell’Orco, nipote e braccio destro, «ce l’ho nel cuore. Lo seguo sin da bambino, lo portavo con me a vedere le partite e a 16 anni venne a Milano, alla sua prima sfilata e non ci ha più lasciati. Ora ne ha 54, ha imparato tanto da Giorgio, ma per è anche casa e una spalla importante». Le manca? A casa, al lavoro? «Sono una persona riservata, da sempre. Il 50 per cento delle volte mangio da solo, a casa. Sereno. Mi manca perché ora sono responsabile mentre prima avevo, avevamo, la scusa “c’è Giorgio”. Ora ci siamo noi e dobbiamo decidere e stringere. E non è facile. Lunedì, per esempio, sfiliamo con la nostra prima collezione senza di lui, ci sono cose bellissime ma sono tante e non dobbiamo esagerare con una sfilata lunga e dispersiva. Giorgio arrivava e diceva “questo sì, questo no”… E anche lui non sempre si conteneva. Ricordo degli show Privée lunghissimi, là dove ogni abito costa un patrimonio e mi permettevo di dirglielo. E lui: “Leo, sono io il padrone!».