Ultime notizie Giorgia MeloniGroenlandiaIranPrivacyScuola
ESTERIIncendiInchiesteOmicidiOmicidi colposiSvizzera

«Mio marito? Un’infanzia difficile, ha conosciuto la fame», la versione di Jessica Moretti ai pm dopo la strage di Crans-Montana

17 Gennaio 2026 - 16:55 Ugo Milano
crans-montana-indagine-moretti-maserati-prestito-covid
crans-montana-indagine-moretti-maserati-prestito-covid
Quasi mai in vacanza, i problemi di salute e la ricerca del riscatto dopo una vita di sacrifici. Il racconto dei coniugi Moretti davanti agli inquirenti, dopo la strage nel loro locale in cui sono morte 40 persone

«Mio marito ha avuto un’infanzia caotica, è finito per strada all’età di 14 anni. Ha conosciuto la fame. Quando ci siamo incontrati, abbiamo desiderato fin da subito la stabilità». A raccontarlo ai giudici di Sion durante l’interrogatorio è stata Jessica Maric, moglie di Jacques Moretti, entrambi indagati per il rogo di Capodanno a Le Constellation, che ha provocato la morte di 40 persone e il ferimento di 116.

Rispondendo alla procuratrice Catherine Seppey, che aveva sollevato il rischio di fuga dei coniugi Moretti – indagati per «omicidio, lesioni e incendio colposi» – anche in considerazione della loro «abitudine di cambiare regolarmente luogo di vita», la donna ha ricostruito la loro storia coniugale. «Ci siamo conosciuti nell’estate del 2012 – si legge nel verbale – e sposati il 1° giugno 2013. È proprio in questa ricerca di stabilità che abbiamo scelto di stabilirci a Crans-Montana, così come di fondare qui la nostra famiglia».

Le dichiarazione di Jacques Moretti

Anche Jacques Moretti, attualmente detenuto, è stato ascoltato dai magistrati. «Ho lasciato la scuola molto giovane, a 14 anni. Mentre ero con mia madre a Corte, ho completato due corsi di formazione di sei mesi presso un centro professionale per adulti per diventare elettricista e muratore. In seguito, ho sostenuto l’esame di maturità come candidato indipendente. Poi ho seguito un corso di formazione per agricoltore, poco prima del mio divorzio, nel 1999 o nel 2000».

Jacques – riporta il Corriere della Sera – ha inoltre parlato della sua salute: «Ho avuto problemi di salute e incidenti», specificando di soffrire di una malattia autoimmune. «Non vado quasi mai in vacanza», ha aggiunto, prima di rispondere a una domanda sui suoi legami con la Corsica: «Non ho più legami. Sono nato lì, ma ora la mia vita è qui, il mio lavoro è qui. Siamo molto radicati nella regione e le nostre attività sono qui. Le nostre attività professionali occupano gran parte del nostro tempo; non ho altri hobby».

L’ipotesi di fuga

Entrambi negano fermamente qualsiasi ipotesi di fuga: «Non ho mai avuto problemi con la legge – afferma Jessica – ed è inimmaginabile vivere una vita in fuga con i miei figli e fuggire da qualcosa. È inconcepibile. Anche i miei figli sono coinvolti e devo garantire loro stabilità». E poi ancora: «Non siamo mai scappati da nulla, ed è inimmaginabile per noi scappare. È inconcepibile. I nostri figli sono la nostra priorità. Non permetteremmo mai che vivessero una vita in fuga».

Sul tema della fuga, Jacques Moretti ha insistito: «Non ho mai pensato di fuggire, e non mi è nemmeno passato per la testa. La mia famiglia e i miei amici sono qui. Non ho una vita da nessun’altra parte, perché la mia vita è qui. Se devo trovare un lavoro mentre il procedimento è concluso, lo troverò. È inconcepibile. Amo troppo la mia famiglia per metterla in pericolo con un’azione del genere. Non ho mai avuto intenzione di lasciare la Svizzera, perché voglio che venga fuori la verità su tutta questa vicenda. Mio padre è venuto a trovarmi in macchina e avrei potuto partire con lui…».

La cauzione per tornare in libertà

Per Jacques e Jessica Moretti, quest’ultima sottoposta ad alcune misure cautelari come l’obbligo di firma e il divieto di espatrio, la procura generale di Sion ha chiesto ieri una cauzione complessiva di 400mila franchi, 200mila ciascuno. La decisione sulla concessione della libertà dietro cauzione spetterà al Tribunale di Sion. E sul banco del sostituto procuratore c’è anche una lettera datata 13 gennaio e firmata dall’avvocato di Jacques Moretti. Come riferisce Rts, il legale Patrick Michod comunica che «un caro amico» di Jacques, «ma anche di sua moglie», ha accettato di versare la cauzione per conto del suo cliente.

leggi anche