Iran, Washington avverte Teheran: «Colpirci? Non scherzate con Trump». Khamenei: «Migliaia uccisi nelle proteste da amici di Usa e Israele» – La diretta

Nel ventesimo giorno di proteste in Iran, la mobilitazione contro il regime degli ayatollah non accenna a fermarsi, nonostante una repressione durissima che sta provocando migliaia di vittime. Le manifestazioni, iniziate il 28 dicembre in seguito alla svalutazione della moneta locale, si sono presto trasformate in dissenso anti-regime. Sul fronte internazionale, Donald Trump ha fatto marcia indietro dopo aver lanciato diversi moniti, rinunciando per il momento a un intervento militare. Intanto, il ministro degli Esteri e vicepremier italiano, Antonio Tajani, ha invitato i connazionali a lasciare l’Iran, raccomandando che all’ambasciata rimanga solo il personale indispensabile. Sul piano interno, Reza Pahlavi, erede al trono in esilio e figlio dell’ultimo Scià, è diventato un punto di riferimento per molti manifestanti, che auspicano il suo ritorno per guidare una transizione democratica.
