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Delitto di Federica Torzullo, per la prima volta scatta il reato di femminicidio. Cosa è cambiato con la nuova legge – Il video

22 Gennaio 2026 - 15:43 Cecilia Dardana
A Claudio Carlomagno, marito della donna, è stato contestato il nuovo reato di femminicidio entrato in vigore il 17 dicembre 2025. È la prima volta in Italia: cosa cambia rispetto all'omicidio aggravato

Per la prima volta in Italia viene contestato il nuovo reato di femminicidio. Succede nel caso della morte di Federica Torzullo, uccisa dal marito reo confesso Claudio Carlomagno ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma. Il corpo della donna è stato ritrovato il 18 gennaio, dopo dieci giorni di ricerche, nei pressi dell’azienda di proprietà del marito. Secondo la procura di Civitavecchia, dopo averla uccisa Carlomagno avrebbe tentato di bruciare e fare a pezzi il cadavere, nel tentativo di ostacolarne il riconoscimento. L’uomo è indagato anche per occultamento di cadavere.

La ferocia dell’aggressione

I primi esiti dell’esame autoptico hanno rivelato la particolare ferocia dell’aggressione. Federica Torzullo è stata colpita con 23 coltellate, 19 delle quali concentrate su collo e viso. Un accanimento che, secondo gli inquirenti, ha rafforzato la decisione di procedere con la contestazione del nuovo e più grave reato di femminicidio, introdotto nel codice penale poco più di un mese fa. Si tratta infatti della prima applicazione della legge entrata in vigore il 17 dicembre 2025.

Cosa prevede la nuova legge

Con l’introduzione dell’articolo 577-bis del codice penale, il femminicidio diventa un reato autonomo. La pena prevista è l’ergastolo. Anche in presenza di una sola circostanza attenuante, la condanna non può scendere sotto i 24 anni di reclusione. La riforma rafforza inoltre il sistema delle aggravanti e prevede aumenti di pena per numerosi altri reati, dalla violenza sessuale agli atti persecutori, se commessi con le stesse modalità previste per il femminicidio.

Cosa cambia rispetto al passato

Prima dell’entrata in vigore della legge, casi di questo tipo venivano inquadrati come omicidi aggravati, con una pena che va dai 24 anni di carcere all’ergastolo. La nuova norma, invece, riconosce il femminicidio come un delitto specifico, che prevede l’ergastolo appunto per chiunque provochi la morte di una donna per discriminazione, odio o prevaricazione o mediante atti di controllo, possesso o dominio. Anche in caso di rifiuto di una relazione affettiva o di una separazione. Il caso di Federica Torzullo diventa così il primo banco di prova della nuova legge sul femminicidio: una norma che segna un cambiamento nel modo in cui la violenza contro le donne viene letta e qualificata dal diritto penale e che ora dovrà dimostrare la sua efficacia nelle aule di tribunale.

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