Piccole, al primo piano e inefficienti. Ecco le case che si vendono (e affittano) più facilmente in Italia: «Famiglie senza soldi per riqualificarle»

Meno di due mesi per affittare una casa, poco più di tre per venderla. È il record di Milano, che si conferma regina del mercato immobiliare in Italia (time to sell di 1,9 mesi), ma anche maglia nera sui prezzi: il costo medio di un appartamento in vendita è di 5.731 euro al metro quadro, se in affitto di 23 euro al metro quadro per gli affitti. È uno dei dati che emerge da Immobiliare.it Insights, l’ultimo rapporto sul mercato stilato dalla piattaforma leader in Italia. Dietro Milano le città in cui è più facile vendere casa sono Roma e Firenze, dove servono in medio 3,6 mesi. Nella capitale il prezzo medio è di 3.635 euro, nel capoluogo toscano di 4.724 euro. Per gli affitti i mercati più dinamici sono invece tutti in Lombardia: dietro Milano si trovano Como e Brescia, dove si trovano inquilini per gli appartamenti mediamente in due mesi o poco più. Prezzi e tempi di affitto/vendita a parte, dal rapporto di Immobiliare.it emergono però anche dati sulle caratteristiche delle case che si scambiano con più facilità. Che raccontano molto sull’Italia di inizio 2026.
La casa tipo? Inefficiente
Stando all’analisi basata sulle case in compravendita sul portale, il tipo di casa che si vendere più facilmente in Italia è un trilocale di metratura compresa fra i 50 e gli 85 metri quadrati, collocato al primo piano, o al secondo, e in classe energetica G. Ossia quella peggiore, tipicamente spia di edifici vecchi e impianti obsoleti cui bisognerebbe rimettere mano, che finiscono con l’implicare minore efficienza energetica e costi maggiori in bolletta. «La quasi totalità dell’offerta di case in tutto il Paese è in classe energetica bassa poiché il patrimonio immobiliare italiano è piuttosto vetusto e lo scarso potere d’acquisto delle famiglie non consente di investire nello svecchiamento del comparto», ha spiegato ad Askanews il direttore generale di Immobiliare.it. Paolo Giabardo. Che ipotizza però futuri sviluppi positivi. «Ci aspettiamo che normative specifiche e sempre più stringenti in materia di efficientamento energetico, prima fra tutte la Direttiva Case Green che punta a decarbonizzare la filiera entro il 2050, agiscano da abilitatore per un ammodernamento del parco immobiliare esistente e un miglioramento delle abitazioni destinate alle vendite e alle locazioni».
Città che vai, appartamento che trovi
Non tutte le città d’Italia ovviamente presentano lo stesso tipo di dinamiche sulle case. Se a Milano si vendono in primis bilocali, a Genova si vendono agevolmente anche case con cinque locali e a piani più alti. Case un po’ più grandi della media – tra gli 80 e i 115 mq – si vendono pure a Monza, Venezia e Messina; decisamente più grandi – oltre i 145 metri quadri – a Brescia, Catania, Como, Padova, Palermo e Verona. Quanto alla classe energetica, quella più gettonata come detto è l’ultima, la G. Va un po’ meglio a Torino (F) e Verona (E), mentre a distinguersi per «virtù» energetica sono Monza (A3), Bergamo e Brescia (A4). Dove invece le case restano invendute più a lungo è a Messina. Qui ci vogliono in media 7 mesi per trovare un acquirente.
Come va il mercato degli affitti
Quanto agli affitti, infine, dalla ricerca emergono trend compatibili con quello delle vendite, pur con qualche differenza. Le caratteristiche vincenti per concludere un affare rapidamente restano le stesse tre: primo piano, metratura compresa tra 50 e 85 mq, classe energetica G. In primis si affittano però bilocali. Con significative eccezioni: a Firenze vanno per la maggiore i monolocali, a Cagliari, Genova e Verona i trilocali, a Venezia e Messina «performano» bene pure i quadrilocali. E se Genova e Torino si affittano agevolmente appartamenti anche al terzo piano, a Roma, Napoli, e Roma si scende ancora più in basso (letteralmente), con affitti di successo pure per case al piano terra.
