Trump attacca di nuovo la Nato: «Inutile in Afghanistan, mandi i soldati qui contro i migranti». La rabbia di Londra: «Onore ai caduti»

Pace fatta tra Donald Trump e i Paesi europei dopo il «compromesso» sulla Groenlandia mediato a Davos dal segretario generale della Nato Mark Rutte? C’è da starne poco sicuri. Neanche il tempo di lasciare le sale patinate del World Economic Forum in Svizzera e il presidente Usa ha ripreso a bastonare gli alleati da par suo. Tornando a battere su un tasto che gli è particolarmente caro: quello della mancanza di spina dorsale degli europei sul piano militare. Date le fondamentali «esigenze di sicurezza nazionale» Usa sulla Groenlandia, ha chiesto Fox News a Trump nell’intervista conclusiva della due giorni a Davos, la Nato alla prova dei fatti si mobiliterebbe per difendere gli Usa in caso di attacco? «Non ne sono sicuro», ha risposto il presidente Usa. Che ha corroborato i suoi dubbi con la presunta «timidezza» dei soldati alleati nella guerra in Afghanistan lanciata da George Bush dopo l’11 settembre. «Non abbiamo mai davvero avuto bisogno di loro. Vi diranno che hanno mandato delle truppe in Afghanistan. Certo, l’hanno fatto, ma sono sempre rimasti un passo indietro rispetto alle linee del fronte». Gli Usa invece hanno sempre fatto di tutto per gli alleati, ha ribadito Trump: «Siamo stati molto bravi con l’Europa e molti altri Paesi: dev’essere una relazione nei due sensi».
La rabbia del Regno Unito: «Un insulto ai nostri soldati»
Apriti cielo. Politici e media britannici in particolare sono scioccati dall’affondo del leader Usa, che sembra ancora una volta ignorare o ridicolizzare un pezzo di storia dell’Occidente: l’unica volta in cui è mai stato invocato l’articolo 5 della Nato – quello che prevede l’intervento degli Alleati a qualsiasi Paese del blocco attaccato – è stato dopo l’11 settembre 2001 proprio per difendere gli Usa da Al-Qaeda. In quella che è poi diventata una lunga «guerra al terrorismo», combattuta a migliaia di chilometri di distanza da Europa e Stati Uniti. Nell’Afghanistan di cui ha parlato Trump sono morti oltre 1.000 soldati non statunitensi. 457 i soldati britannici caduti in quella lunga, estenuante guerra. Quanto detto da Trump «non è solo un insulto, è semplicemente falso», s’inalbera la solitamente compassata Bbc. «Sbaglia a sminuire il ruolo delle truppe Nato, incluse quelle britanniche, in Afghanistan», replica lo stesso governo di Londra per bocca del portavoce di Keir Starmer. «Il sacrificio dei 457 britannici caduti in Afghanistan e quello di altri militari di Paesi Nato è stato compiuto a servizio della sicurezza collettiva e della risposta comune all’attacco a un nostro alleato. Siamo incredibilmente orgogliosi delle nostre forze armate e il loro sacrificio non sarà mai dimenticato», ha rimarcato il portavoce del governo Uk.
Il raddoppio di Trump: «La Nato? Ci aiuti contro i migranti»
Ma Trump nel frattempo ha già fatto un passo ulteriore in avanti nel suo “ragionamento”. Questa volta su Truth. Vogliamo davvero mettere gli Alleati alla prova e vedere se sono utili alla sicurezza Usa? «Forse dovremmo mettere alla prova la Nato, invocare l’articolo 5 e costringerla a venire qui e proteggere il nostro confine sud da ulteriori invasioni di immigrati illegali, liberando così un gran numero di agenti della pattuglia di frontiera per altri compiti», provoca il presidente Usa sulla sua piattaforma social preferita. Ennesimo messaggio volto a lisciare il pelo all’elettorato MAGA, già sobillato sulla lotta senza quartiere ai clandestini coi raid dell’ICE culminati di recente pure nell’omicidio di una donna a Minneapolis e dell’arresto di un bambino di 5 anni. E dire che da Davos Trump ritiene di tornare con grandi frutti diplomatici: «Grande viaggio, quante cose belle realizzate, compreso il quadro di un accordo con la Nato sulla Groenlandia e il Board di Pace. Wow!», esclama il biondo leader sempre su Truth al risveglio.
