«Mamma non respiro», Vania Vettorazzo morta dopo il malore alla lezione di pilates. Il dramma a 21 anni: il sospetto dei medici

«Mamma, non riesco a respirare» aveva detto Vania Vettorazzo alla madre durante una lezione di pilates a cui stavano partecipando insieme, come facevano da quattro mesi. La studentessa 21enne di statistica all’Università di Padova e originaria di Preganziol, si è accasciata all’improvviso e faceva fatica a respirare. Vettorazzo è morta poche ore dopo in ospedale. Era stata la madre a chiamare, assistita dall’istruttrice della palestra Bamboo di Dosson. E ora, come spiega il Gazzettino, non trova spiegazioni sulla morte improvvisa della 21enne, che finora non avrebbe mai avuto particolari problemi di salute.
I soccorsi immediati e la corsa in ospedale
«Abbiamo fatto di tutto per aiutarla mentre chiamavamo i soccorsi», ha dichiarato Gabriele Galigani, titolare della palestra. Secondo la sua ricostruzione, la ragazza è rimasta vigile e cosciente fino all’arrivo dei sanitari, avvenuto circa dieci minuti dopo la chiamata al 118. Durante l’attesa, il personale della palestra ha seguito telefonicamente le indicazioni dei paramedici. Vania riusciva ancora a rispondere alle domande, lamentando principalmente la mancanza d’aria. In un primo momento si era persino ipotizzato potesse trattarsi di una congestione, dato che aveva rigettato dell’acqua.
La morte in ospedale e i sospetti sulla pillola
Trasportata d’urgenza al pronto soccorso, la situazione della ventunenne è precipitata rapidamente. I medici del Ca’ Foncello hanno tentato per due ore di rianimarla con ogni mezzo possibile, ma il suo cuore ha cessato di battere. Ora spetterà all’autopsia chiarire le cause esatte del decesso. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella di un’embolia polmonare potenzialmente collegata all’assunzione della pillola anticoncezionale, ma al momento non ci sono certezze.
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È il fratello Matteo Vettorazzo, 23 anni, a raccontare al Gazzettino l’ipotesi dei medici: «Ci hanno detto che la causa potrebbe essere un’embolia polmonare dovuta alla pillola. Oltre a quella non prendeva altri medicinali. È chiaro che però gli esiti che ci verranno dati serviranno solo a darci una spiegazione. Ma non a riportarci indietro Vania».
La ragazza senza precedenti clinici
«Vania non ha mai avuto problemi di salute», hanno riferito i familiari della studentessa. Il giorno precedente al malore aveva accusato qualche linea di febbre, poi rientrata, tanto da sentirsi abbastanza bene per partecipare alla lezione. Il certificato di idoneità sportiva era recentissimo, rilasciato il 5 novembre 2025, e in passato aveva praticato altre attività fisiche senza mai manifestare alcun segnale d’allarme. «Anche parlando con la mamma, non ha mai dato sintomi gravi», ha confermato Galigani, specificando che tutto il personale della palestra è addestrato al primo soccorso e che la struttura è dotata di defibrillatore, strumento però non utilizzabile in quel caso poiché la ragazza era rimasta cosciente.
