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Alex Pretti, l’infermiere di Minneapolis ucciso dall’ICE per aver difeso una donna. «La pistola? Aveva il porto d’armi» – I video

24 Gennaio 2026 - 23:25 Alba Romano
Identificata la vittima degli spari di un agente federale. A Minneapolis esplode la protesta contro le squadre di Trump

Si chiamava Alex Jeffrey Pretti e aveva 37 anni, l’uomo ucciso sabato mattina a Minneapolis (ora locale) da un agente dell’ICE di Donald Trump. Lo hanno riferito i suoi famigliari dopo il riconoscimento del corpo. Pretti lavorava come infermiere nel reparto di terapia intensiva del Minneapolis VA Medical Center, ed era in allarme come molti suoi concittadini per le azioni spericolate condotte dalle squadre federali anti-migranti. Tanto che aveva anche preso parte alle proteste di strada seguite all’uccisione di Renee Nicole Good lo scorso 7 gennaio. «Si preoccupava profondamente delle persone ed era molto turbato da ciò che sta accadendo a Minneapolis e in tutti gli Stati Uniti con l’Ice, come milioni di altre persone», ha detto il padre dell’uomo, Michael Pretti. Cittadino statunitense, nato in Illinois, non aveva precedenti penali né aveva mai avuto problemi con le forze dell’ordine, al di là di un paio di multe per infrazioni al codice della strada. «Due settimane fa gli abbiamo detto di andare pure a protestare, ma di non farsi coinvolgere, di non fare sciocchezze. E lui ha risposto che lo sapeva», ha raccontato ancora Michael Pretti, che vive nel Wisconsin.

La difesa di una donna, la colluttazione e gli spari

Eppure proprio la sua preoccupazione per gli altri e la prontezza a mettersi in gioco sembra essere quello che gli è costato la vita. Mentre la Casa Bianca e il mondo MAGA, Trump compreso, insistono sul fatto che Pretti fosse armato e ponesse quindi una minaccia agli agenti federali, nuovi video di quanto accaduto a Minneapolis sembrano smentire categoricamente questa versione. Nella clip che qui ripubblichiamo, si vede come l’infermiere 37enne intervenga per difendere una donna spintonata dagli agenti dell’ICE. Questi a quel punto se la prendono direttamente con lui: lo disarmano, lo buttano a terra e lo prendono a calci e pugni, tra le urla e la concitazione. Quindi uno degli agenti pensa bene di risolvere il problema, sparando diversi colpi di pistola da pochi centimetri contro di lui. In un altro video, girato poco dopo, si vedono gli agenti dell’ICE affannarsi a rimettere la pistola in tasca a Pretti, sperando che quell’elemento possa in qualche modo discolparli o alleggerire la loro posizione. Ma già poco dopo la tragedia il capo della polizia di Minnapolis ha chiarito che Pretti deteneva regolare porto d’armi, e le immagini mostrano come non abbia mai usato o minacciato di usare la pistola contro gli agenti. E ora per le strade di Minneapolis infuria la protesta di centinaia di cittadini increduli per le violenze dell’ICE.

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