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Crans-Montana, chi ha pagato la cauzione di Jacques Moretti?

24 Gennaio 2026 - 05:12 Alessandro D’Amato
jacques moretti crans montana le constellation cauzione libertà chi l'ha versata
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Tre personaggi potrebbero aver effettuato il versamento. Li ha citati il proprietario di Le Constellation negli interrogatori. Il «caro amico» e l'indagine sulla provenienza del denaro

Jacques Moretti è fuori dal carcere. Accusato insieme alla moglie Jessica Maric di omicidio, lesioni e incendio colposi per la strage di Capodanno a Le Constellation di Crans Montana, è stato «salvato» (per ora) da un amico. Che ha versato sul conto della procura di Sion la cauzione fissata in 200 mila franchi svizzeri, ovvero 215 mila euro. Chi ha pagato? La persona ha deciso di rimanere nell’anonimato anche per evitare problemi con l’opinione pubblica. Ma sono tre i personaggi della cittadina svizzera che potrebbero aver effettuato il pagamento. Ovvero il notaio o l’agente assicurativo che hanno gli uffici vicino al locale dei Moretti. Oppure un terzo uomo che, assieme a «persone che frequentiamo regolarmente per le nostre attività», non gli avrebbero fatto mancare la solidarietà.

Chi ha pagato la cauzione di Jacques Moretti?

Jacques il Corso, 47 anni, è uscito dal carcere perché i pm hanno ritenuto l’importo «adeguato e dissuasivo». La persona che ha pagato ha prima informato i suoi avvocati e poi ha chiesto protezione alla polizia. Alcuni dubbi sulla provenienza illecita dei franchi usati per Moretti sono caduti: il tribunale ha esaminato l’origine della cifra, così come la «natura del rapporto tra l’imputato e la persona che ha versato tale cifra», appunto quel «caro amico». Per questo, spiega oggi il Corriere della Sera, è arrivato il via libera all’uscita dal carcere des Îles. Dove Moretti stava in una cella in cui non riusciva né a mangiare né a dormire. E per la stanchezza aveva anche ottenuto il posticipo della seconda parte del suo interrogatorio.

Gli obblighi

A Moretti, così come era successo prima alla moglie Jessica e ai figli, sono stati tolti i documenti d’identità. Avrà anche l’obbligo di presentarsi a firmare ogni giorno in un commissariato. Probabilmente quello di Sierre, località a metà tra Lens (dove Jacques possiede anche il ristorante Vieux Chalet) e Sion. E dove la moglie firma ogni 72 ore. Nel frattempo, la Procura di Sion afferma che l’indagine «può estendersi», un riferimento alle presunte responsabilità del comune di Crans che dal 2019 non aveva ispezionato il Constellation. I sospetti sull’identità dell’amico partono da una coincidenza spaziale. I loro uffici sono proprio di fronte a Le Constel. Appena oltre la rotatoria dove si trovava l’entrata del locale.

Il notaio e l’assicuratore

Il notaio sta a destra, l’assicuratore a sinistra lungo rue Centrale. «A parte le relazioni professionali, l’imputato non ha concretamente stretto relazioni personali con nessuno in Vallese», scriveva la procura di Sion. «Non ha tempo per nessun momento libero, quindi, a parte la sua attività professionale e i suoi beni immobili ampiamente ipotecati (del valore di oltre 5 milioni), non ha alcun legame in Svizzera», aggiungeva segnalando il pericolo di fuga. Anche se nelle ore successive alla strage la procuratrice generale Béatrice Pilloud non aveva ritenuto di dover utilizzare misure cautelari.

Il sostegno ai Moretti

«Abbiamo la nostra famiglia qui, le nostre attività sono qui, i nostri figli sono nati qui. Ci sentiamo molto vicini alle persone di questo posto e speriamo di poter continuare la nostra vita qui» perché «la nostra vita è il lavoro», aveva detto lui ai giudici nelle testimonianze preliminari. Aggiungendo di avere a Crans-Montana pochi amici e «molto stretti», e citando per nome il notaio, l’agente assicurativo e un terzo uomo che, assieme a «persone che frequentiamo regolarmente per le nostre attività», non gli avrebbero fatto mancare la solidarietà: «Abbiamo ricevuto sostegno da tutte le parti».