Lacrimogeni tra i bambini vestiti da zucca, retate con canzoni metal. Chi è Gregory Bovino, nipote di emigrati italiani che terrorizza i migranti – Il video

C’è un uomo, simbolo delle rete anti immigrati a Minneapolis, e ha origini italiane. Si chiama Gregory Bovino ed è comandante della Border Patrol. Una “SS garb”, l’ha definito il governatore della California Gavin Newsom. «Divisa standard della Border Patrol», ha risposto Greg, il comandante più visibile. Ne fa un ritratto Lirio Abbate oggi su Repubblica. Nato a metà degli anni Sessanta, cresciuto tra le nebbie delle Blue Ridge Mountains in North Carolina, Bovino ha il mito del poliziotto “buono”. Lui, nipote di immigrati calabresi sbarcati negli Stati Uniti nel maggio 1924, è l’uomo incaricato di espellere migranti. Ed è lui il volto delle retate più dure. Il bisnonno di Gregory, Michele arrivò dalla Calabria lasciando la famiglia ad Aprigliano per lavorare come minatore in Pennsylvania. Tra i figli che portò con sé nel Nuovo continente c’era Vincenzo, 12 anni, nonno di Greg Bovino.
Le retate con le canzoni metal
La sua carriera, spiega Abbate, parte con “Operation Return to Sender”, in California, dove i suoi agenti fermano camioncini, tagliano le gomme e arrestano contadini. Poi fa i blitz a Los Angels, tutti immortalati in videoclip con canzoni heavy metal. Una sua irruzione fu trasmessa in diretta a NewsNation: Chicago, palazzo semi-abbandonato, con elicotteri, granate stordenti e centinaia di agenti mascherati che arrestano 37 venezuelani, bambini inclusi, portati via in pigiama. «Quello che succede al confine non resta mai al confine», ama ripetere. Ogni città è una sfida. Sotto la guida di Bovino gli Ice useranno un bambino di 5 anni come esca per arrestare un padre a Minneapolis. Ed è famosa anche l’azione con agenti antisommossa durante una parata scolastica, con lacrimogeni lanciati in mezzo ai bambini travestiti da zucche.
