Agenti Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina? Attilio Fontana: «Faranno da scorta a Vance e Rubio». La smentita del Viminale

L’Ice, la famigerata polizia anti-immigrazione americana, sarà presente alle Olimpiadi di Milano-Cortina? Dice di saperlo, e dal tono appare un buon margine di certezza, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: «Soltanto per controllare il vicepresidente americano J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio». Ma, come confermano a Open fonti del ministero dell’Interno, la notizia non risulta al Viminale, che pure è il responsabile delle questioni di sicurezza nazionale. Anzi, ci sarebbe la conferma che Vance, come da prassi per presidente e vicepresidente Usa, sarà scortato dal Secret service. Poco dopo che le parole di Fontana sono rimbalzate su tutti i giornali, anche Regione Lombardia si è affrettata a precisare che governatore «non ha informazioni sulla presenza o meno di agenti dell’Immigration and Costums Enforcement».
La versione del governatore
Di certo il botta e risposta sull’argomento nelle ultime ore ha preso velocità. La notizia di una possibile presenza dell’Ice a scortare la delegazione olimpica americana era stata pubblicata sabato scorso dal Fatto Quotidiano. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, aveva però diffuso una nota in cui spiegava che la presenza degli agenti anti immigrazione «non risulta» e che in ogni caso le delegazioni possono scegliere chi fa parte del proprio dispositivo di sicurezza. Oggi, 26 gennaio, il presidente della Lombardia conferma l’arrivo degli agenti federali in Italia, dopo che da giorni la politica si divide sulla loro possibile presenza in occasione dei Giochi invernali, specialmente ora che negli Stati Uniti sono in corso forti proteste proprio contro l’operato dell’Ice, accusata dell’omicidio di Renée Good e Alex Pretti in Minnesota.
Fontana: «Faranno le guardie del corpo»
«Questo è tutto un altro discorso che non riguarda il nostro Paese, non riguarda assolutamente le problematiche che qui si possono verificare», ha precisato il governatore lombardo. La presenza degli agenti dell’Ice – sotto accusa in patria a causa dei metodi ritenuti brutali e disumani con cui eseguono gli ordini di deportazione dei migranti – sarà limitata a «fare la guardia del corpo a Vance e a Rubio, quindi che ci siano loro, o che ci siano altri, il lavoro che devono fare è sempre lo stesso: stare attenti che non gli succeda qualcosa», ha precisato Fontana. Più tardi, una nota di Regione Lombardia corregge il tiro: «Il presidente Fontana ha esclusivamente commentato, in via ipotetica, rispondendo a un’affermazione dei giornalisti che, qualora fossero presenti agenti incaricati della sicurezza, il loro ruolo sarebbe limitato alla tutela delle personalità statunitensi eventualmente presenti».
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Il no del Viminale
La conferma di Fontana sulla presenza di agenti dell’Ice arriva nel palazzo del Viminale come un fulmine a ciel sereno. Dal ministero dell’Interno, infatti, confermano la spiegazione offerta dal ministro Matteo Piantedosi. Fonti del ministero dell’Interno hanno spiegato a Open che all’Italia, almeno fino ad oggi, non è stata comunicata la presenza di agenti federali del dipartimento anti-immigrazione americano. Ogni delegazione che partecipa alle Olimpiadi, specialmente quelle di Paesi ritenuti più “sensibili”, porta una scorta per atleti, autorità e sponsor.
Ma gli agenti che arriveranno in Italia per i Giochi di Milano-Cortina saranno scelti dal Diplomatic Security Service e, anche se potrebbe non risultare il servizio di provenienza, parrebbe singolare che fossero agenti attualmente in servizio all’Ice, che non ha in Italia ufficio di collegamento né ha mai mandato una propria delegazione. Presidente e vicepresidente Usa, poi, sono generalmente scortati dal Secret service. «Non risulta, al momento, che agenti di Ice Usa vengano al seguito della delegazione americana al fine di scortarla. La composizione della scorta Usa, infatti, non è stata ancora comunicata dalle loro autorità», fanno sapere nel pomeriggio fonti qualificate del dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno.

Come funzionano le “scorte” per le delegazioni olimpiche
La presenza di forze dell’ordine estere a eventi internazionali non è un fatto inusuale. Anzi, è prassi abbastanza comune che la polizia del Paese ospitante si avvalga del supporto di altre agenzie straniere. In alcuni casi, gli organizzatori possono stringere veri e propri accordi di collaborazione. È il caso dei Mondiali in Qatar del 2022, che hanno visto l’esercito italiano partecipare a una missione bilaterale di supporto alle Forze Armate del Qatar con 560 militari italiani, tra esercito, marina, aeronautica e carabinieri. Per le Olimpiadi, alle delegazioni dei singoli Paesi è concesso un servizio di “scorta” per atleti, scorte e autorità, le cui spese sono però a carico dei Paesi stessi, non di chi organizza. Dopo i Giochi di Monaco 1972, alcune delegazioni considerate «sensibili» hanno cominciato a dotare i propri atleti di questo servizio di scorta diplomatica, in particolare Stati Uniti e Israele. Lo Stato ospitante non può entrare nel merito di queste scelte e non può chiedere nomi, a meno che tra gli agenti coinvolti ci siano persone ricercate a livello internazionale.
Il servizio di sicurezza diplomatico americano
Per quanto riguarda gli Usa, la “scorta” di atleti e autorità alle Olimpiadi è assicurata dal Servizio di sicurezza diplomatica (Des), che risponde al dipartimento di Stato di Marco Rubio. Secondo Abc News, Washington è in contatto con le autorità italiane dal 2022 per le Olimpiadi Milano-Cortina e prevede di inviare più di 100 agenti per i Giochi di Milano-Cortina. Un centro operativo attivo 24 ore su 24 sarà attivato al Consolato americano di Milano. «Una cosa di cui siamo sempre preoccupati durante le Olimpiadi o i Mondiali è l’attacco di un lupo solitario», ha spiegato Nick Fanelli, coordinatore per la sicurezza della delegazione Usa ai prossimi Giochi invernali. Gli agenti americani, in ogni caso, non affiancheranno le forze dell’ordine italiane, ma si limiteranno a offrire una sicurezza aggiuntiva alla delegazione americana, come aggregati ad altri reparti.
Le opposizioni protestano: «Inaccettabile»
Il tema scalda anche la politica, con le opposizioni che protestano compatte contro l’eventuale presenza degli agenti dell’Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina. «L’Ice è una milizia al servizio di Trump che uccide a sangue freddo, non la vogliamo in Italia», attacca Angelo Bonelli, deputato di Avs. Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Pd, ha depositato un’interrogazione rivolta al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per fare chiarezza sulla questione. Mentre dal Movimento 5 stelle, il deputato Sergio Costa tuona: «Gli Stati Uniti hanno il diritto di affiancare le forze di polizia italiane per garantire la sicurezza dei propri atleti durante le Olimpiadi di Milano-Cortina, ma consentire che siano proprio gli agenti dell’Ice è inaccettabile e rappresenta una scelta politica gravissima».

Foto copertina: EPA/Craig Lassig | Una protesta contro l’Ice a Minneapolis dopo l’omicidio di Alex Pretti
