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Cisgiordania, carabinieri fatti inginocchiare e minacciati col fucile da un colono. Israele si scusa e promette indagini

26 Gennaio 2026 - 21:21 Stefania Carboni
Tajani Carabinieri
Tajani Carabinieri
L'episodio increscioso vicino a Ramallah. il Comandante Luongo sente i due militari: «Coraggiosi e professionali, non hanno reagito alle provocazioni»

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto di convocare l’ambasciatore di Israele in Italia per chiedere chiarimenti e confermare la dura protesta di Roma, dopo che due carabinieri in servizio presso il Consolato generale d’Italia a Gerusalemme sono stati affrontati da un colono armato in Cisgiordania. Fonti del governo riferiscono all’Ansa che «i due carabinieri fermati illegalmente ieri da un colono israeliano in Cisgiordania sono stati fatti inginocchiare sotto il tiro di un fucile mitragliatore e ‘interrogati’ dal colono». Convocato alla Farnesina, l’ambasciatore di Israele Jonathan Peled «ha espresso rincrescimento per l’incidente e ha indicato che il suo Governo provvederà a effettuare le opportune indagini», fa sapere il ministero degli Esteri stesso. A Peled, viene ribadito, «è stato espresso il forte disappunto e la dura protesta dell’Italia per l’episodio di particolare gravità, anche alla luce del ruolo svolto dai Carabinieri e del contesto operativo in cui si trovavano»

Il fucile puntato, l’interrogatorio: cos’è successo

«I due militari – spiega la Farnesina – erano ieri in visita di sopralluogo per preparare una missione degli ambasciatori della Ue in un villaggio vicino Ramallah, in territorio della Autorità Nazionale Palestinese. I militari sono stati minacciati da un uomo armato in abiti civili, presumibilmente un colono israeliano, che ha puntato su di loro un fucile. I militari (passaporti e tesserini diplomatici, auto con targa diplomatica) sono stati “interrogati” dal civile; seguendo le regole di ingaggio ricevute, hanno evitato di rispondere con violenza alle minacce iniziali». Il colono ha passato loro una persona al telefono, che non si è identificata, che ha affermato che i due si trovavano all’interno di un’area militare e dovevano allontanarsi. Il Cogat (comando militare israeliano per il Territori palestinesi occupati) ha verificato e ha confermato che non esiste nessuna area militare in quel punto. I due militari sono rientrati incolumi in Consolato e hanno riportato all’Ambasciata e all’Arma cosa è successo. Un episodio grave, spiega la Farnesina, su cui l’ambasciatore a Tel Aviv ha ricevuto istruzioni di presentare Nota Verbale di protesta al governo di Gerusalemme al massimo livello, coinvolgendo il Ministero degli Affari Esteri, il Cogat, lo Stato maggiore delle Idf, la polizia e lo Shin Bet (il servizio di sicurezza israeliano competente per i Territori palestinesi).

La telefonata del Comandante Luongo ai due carabinieri

In serata il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, ha contattato telefonicamente i due carabinieri in servizio al Consolato generale d’Italia a Gerusalemme rimasti vittima del grave episodio intimidatorio in Cisgiordania per esprimergli la propria vicinanza e solidarietà. «I militari dell’Arma hanno dimostrato, ancora una volta, grande delicatezza, coraggio e professionalità, evitando di cadere nelle provocazioni e scongiurando così il degenerare della situazione», ha affermato Luongo.

Foto di copertina: Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani con il Comandante dei Carabinieri Salvatore Luongo – 14 gennaio 2026 (Ansa/Fabio Frustaci)

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