Crans-Montana, l’ammissione shock di Jacques Moretti: «I pannelli sul soffitto? Forse erano imbevuti d’alcol»

I pannelli fonoassorbenti del Constellation? Possibile fossero imbevuti di alcol, cose che capitano quando in un locale la gente fa festa. Le fontane luminose nelle bottiglie di champagne portate in giro per il locale a pochi centimetri dal soffitto? Lo staff lo faceva per dare spettacolo, tutti si divertivano, come impedirglielo. E le uscite di sicurezza bloccate? Iniziativa di qualche cliente o dipendente. È un Jacques Moretti ancora una volta pronto a negare qualsiasi responsabilità o falla nella sicurezza quello che si è presentato martedì scorso di fronte alla vice-procuratrice generale del Cantone Vallese Catherine Seppey e a 25 avvocati delle famiglie delle vittime del rogo, secondo quanto emerge dal verbale dell’interrogatorio visionato dall’Ansa. «Al Constellation rispettavamo tutte le norme. L’uscita di sicurezza è sempre stata aperta. Gli estintori c’erano. E i pannelli, quelli segnaletici, sono stati installati da professionisti», avrebbe assicurato il proprietario del locale di Crans-Montana andato a fuoco la notte di Capodanno nel lungo interrogatorio.
I pannelli fonoassorbenti forse «imbevuti d’alcol»
Moretti, insomma, ha difeso ancora una volta a spada tratta il suo operato, a costo di sfidare i legali dei famigliari delle 40 vittime della tragedia, cui si aggiungono 116 feriti. La vice-procuratrice lo ha però incalzato sui vari aspetti inquietanti che sembrano aver reso possibile la catastrofe. I pannelli fonoassorbenti appesi al soffitto altamente infiammabili, innanzitutto. Chi e come li ha scelti e gestiti? «Quando ho acquistato la schiuma e la colla da Hornbach, ho precisato che intendevo utilizzarle per un caffè-bar. Non ricordo di aver specificato che si trovasse al seminterrato», ha risposto Moretti, precisando che «il criterio principale era davvero quello di avere una schiuma acustica per evitare le vibrazioni nell’edificio». Alla domanda se le spugne fossero sporche o impregnate, l’imprenditore ha gelato così gli interlocutori: «È possibile che vi sia stato spruzzato sopra dell’alcol. La gente faceva festa, quindi è inevitabilmente possibile che la schiuma fosse imbevuta di alcol o polvere. Non lo so».
Lo show della cameriera con bottiglie e candele
Che dire invece delle candele pirotecniche che il personale del Constellation usava inserire nel collo delle bottiglie di champagne, magari portandole poi in giro a pochi centimetri dal soffitto? Colpa altrui, anche in questo caso, come Moretti aveva già dichiarato. «Sì, avevo già visto Cyane salire sulle spalle di uno dei suoi colleghi per portare le bottiglie sormontate da fontane luminose. Non le ho proibito di farlo, non l’ho richiamata all’osservanza delle norme di sicurezza. Non vedevamo il pericolo. Cyane amava farlo, era uno spettacolo, e lei amava dare tutta se stessa nello spettacolo», ha detto l’uomo parlando della cameriera, morta lei stessa nel rogo, che ha fatto deflagrare l’incendio avvicinando troppo la candela al soffitto.
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Le uscite di sicurezza bloccate «da altri»
Moretti, infine, avrebbe scaricato su altri soggetti, dipendenti o clienti, anche la responsabilità della chiusura delle due uscite di sicurezza dal locale che avrebbero potuto salvare molte vite. «Dopo il dramma si è saputo che un dipendente del Vieux Chalet (il ristorante di Moretti a Lens, ndr) avrebbe portato dei cubetti di ghiaccio al Constellation e, senza capire perché, ha chiuso il chiavistello che c’era in cima alla porta. Ho saputo che era stato lui qualche giorno dopo il dramma», ha detto Moretti riguardo quella che lui riteneva essere una “uscita di servizio” sul retro del seminterrato. Sino a quando durante l’interrogatorio gli è stato mostrato un documento che la indicava invece inequivocabilmente come uscita di sicurezza. «Sono sorpreso, non avevo preso visione di questo documento», la sua reazione imbarazzata. E l’altra porta sbarrata da uno sgabello al piano terra, come si evince dalle immagini delle telecamere circolate anche sui media? «L’avrà messo un cliente», la replica di Moretti. Che pochi giorni dopo quell’interrogatorio è stato scarcerato dopo che un anonimo amico ha pagato la cauzione necessaria del valore di 200mila franchi. Provocando le ire delle famiglie e del governo italiano.
