«Gravi timori dopo l’inchiesta di Report», la denuncia dell’Anm: «Sulla sicurezza informatica serve chiarire il ruolo di Palazzo Chigi»

«L’inchiesta di Report sulla sicurezza informatica dei sistemi utilizzati da tutti i magistrati italiani porta pesanti interrogativi e desta grave preoccupazione». A lanciare l’allarme è la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), dopo l’ultima denuncia del programma di Sigfrido Ranucci sull’installazione di software spia non tracciabili su circa 40 mila computer dell’amministrazione giudiziaria. «Emergono profili di criticità rilevanti rispetto alla sicurezza e alla riservatezza, rimasti finora senza alcuna significativa spiegazione», si legge nella nota dell’Anm.
L’intervento di Nordio e il ruolo di Palazzo Chigi
L’Associazione sollecita «un chiarimento» al ministro della Giustizia Carlo Nordio e chiede soprattutto «un intervento immediato per assicurare la necessaria segretezza delle indagini e dell’attività di giudici e pubblici ministeri, chiamati a tutelare i diritti di ogni cittadino». Inoltre, l’Anm intende fare piena luce su quanto emerso riguardo al ruolo della Presidenza del Consiglio, che – secondo l’inchiesta di Report – avrebbe minimizzato o silenziato la questione. «È indispensabile garantire piena e totale trasparenza – sottolinea l’Anm – e che ogni istituzione se ne assuma la responsabilità per le proprie competenze».
Foto copertina: PEXELS / GODFREY ATIMA
