Ultime notizie Donald TrumpNATOPremio OscarUcraina
ESTERIDonald TrumpEgittoGazaIsraeleMedio OrienteOstaggiPalestinaRafahSequestri di personaTerrorismoUSA

Israele recupera a Gaza il corpo dell’ultimo ostaggio Ran Gvili. Esulta Donald Trump: pronta la riapertura del valico di Rafah

26 Gennaio 2026 - 18:10 Simone Disegni
Il poliziotto 24enne era stato ucciso in battaglia il 7 ottobre 2023, portato a Gaza e sepolto in un cimitero musulmano. Gli Usa sperano ora nel decollo della Fase 2

L’esercito israeliano ha recuperato dopo giorni di ricerche dentro la Striscia di Gaza il corpo dell’ultimo connazionale rapito da Hamas durante la strage del 7 ottobre 2023. Si tratta di Ran Gvili, un poliziotto 24enne ucciso dai terroristi il giorno dell’invasione nel sud di Israele, il cui corpo fu poi portato dentro Gaza. Lì le squadre dell’Idf lo hanno ritrovato attorno alle 14 di lunedì, dopo aver ricevuto informazioni considerate affidabili sul luogo in cui scavare: un cimitero musulmano nella zona di Shejaiay Darah-Tuffah, nel nord della Striscia, in un’area attualmente sotto il controllo israeliano dopo il ritiro parziale ordinato a ottobre in seguito all’accordo di cessate il fuoco. Secondo i media israeliani l’esercito ha condotto verifiche su centinaia di corpi sepolti nel cimitero prima di trovare quello appartenente aa Ran Gvili, sepolto lì dalla Jihad islamica palestinese forse per errore all’indomani del 7 ottobre. Completato il processo di identificazione, l’Idf ha immediatamente informato della svolta la famiglia dell’ostaggio. Che ora sarà sepolto in Israele.

Chi era Ran Gvili

Quando all’alba del 7 ottobre 2023 il sud di Israele fu invaso da centinaia di terroristi di Hamas, Ran Gvili, poliziotto, era fuori servizio per i postumi di un infortunio alla spalla in moto. Quando capì ciò che stava accadendo, e che l’esercito era in grave ritardo nel reagire, indossò l’uniforme e guidò fino al profondo sud del Paese per cercare di fronteggiare l’assalto ai villaggi di confine. Combatté insieme ad alcuni colleghi prima nel kibbutz di Alumim, poi a un’intersezione stradale dove avevano trovato riparo decine di ragazzi fuggiti dal rave di Re’im preso d’assalto, molti dei quali riuscirono così a mettersi in salvo. Poi ritornò ad Alumim, dove nel frattempo altre decine di miliziani stavano prendendo il sopravvento e impadronendosi del kibbutz. Qui fu ferito, circondato e alla fine ucciso da miliziani di Hamas. Che portarono poi il suo corpo, come molti altri, dentro la Striscia di Gaza, come possibile pedina di scambio di futuri negoziati. «Ora il rientro di tutti gli ostaggi vivi e morti dalla Striscia di Gaza allo Stato di Israele è stato completato», ha annunciato oggi l’esercito israeliano, sottolineando la chiusura del cerchio.

Verso la riapertura del valico di Rafah

«Per la prima volta dal 2014, dopo molti anni difficili, non ci sono più cittadini israeliani in ostaggio a Gaza. Un’intera nazione ha pregato e atteso questo momento», ha scritto il presidente israeliano Isaac Herzog, togliendosi simbolicamente dal bavero della giacca la spilletta gialla della campagna per il ritorno degli ostaggi indossati da molti israeliani dal 7 ottobre 2023. Considerato che l’avvio della fase 2 del cessate il fuoco a Gaza annunciato da Donald Trump a ottobre scorso era condizionato anche al rientro in Israele di tutti gli ostaggi, vivi e morti, ci si aspettano ora nuovi sviluppi nel consolidamento della tregua. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo aver incontrato ieri gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, aveva confermato già domenica sera che Israele avrebbe acconsentito alla riapertura del valico di Rafah che separa la Striscia di Gaza dall’Egitto dopo il recupero dell’ultimo corpo, «limitatamente al passaggio di civili». Svolta altrettanto storica che il responsabile del Comitato tecnico palestinese appena formato, Ali Shaath, aveva già annunciato per questa settimana in un video-messaggio inviato pochi giorni fa alla cerimonia di varo del Board of Peace a Davos. Quello stesso Comitato, che nei desiderata degli Usa e degli altri mediatori dovrebbe disarmare Hamas e prenderne il posto nell’amministrazione civile di Gaza, potrebbe così presto fare effettivamente ingresso nella Striscia (i suoi membri operano al momento dall’Egitto).

La soddisfazione degli Stati Uniti

«Recuperato anche l’ultimo corpo di un ostaggio a Gaza. Ora tutti e 20 gli ostaggi vivi e tutti quelli morti sono ritornati! Grande lavoro! Molti pensavano sarebbe stato impossibile», ha festeggiato il risultato su Truth anche il presidente Usa Donald Trump. Mentre il suo genero e plenipotenziario Jared Kushner ha sottolineato come l’operazione sia stata resa possibile dal coordinamento tra Usa, Israele, Egitto, Turchia e Qatar e anche dall’aiuto di «molti gazawi cooperativi» che hanno aiutato a localizzare e far tornare in patria i corpi di tutti gli ostaggi morti a Gaza.

leggi anche