Aereo cisterna Usa si schianta in Iraq: «Non è fuoco nemico». Teheran: «Daremo fuoco al petrolio del Golfo». Parla Mojtaba Khamanei: «Hormuz resta chiuso» – La diretta

Nel suo primo messaggio al paese, la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz deve rimanere chiuso. L’Iran «non rinuncerà a vendicare il sangue dei martiri», uccisi negli attacchi di Stati Uniti e Israele. «Non ci ritireremo mai, la vendetta è sul sangue di ogni singolo iraniano che ha perso la vita». Per Khamenei «tutte le basi Usa in regione vanno immediatamente chiuse». Promette vendetta per quanto successo nella scuola di Manib. «Saremo forti, il nemico pagherà il prezzo, è importante che il mondo capisca che la situazione attuale deve portare a una sorta di compenso per coloro che sono stati colpiti da questa guerra. Ci sarà una vendetta».
Mojtaba Khamenei e la mano “tesa” ai paesi del Golfo
«Siamo disponibili a sviluppare rapporti con i nostri vicini, ma il nemico ha usato le basi militari in quei paesi e le ha utilizzate per attaccarci. Abbiamo dato delle indicazioni in precedenza. Se gli attacchi continueranno siamo costretti ad attaccare quelle basi. Coloro che hanno ucciso i nostri bambini pagheranno un prezzo».
Il punto della situazione
Nel tredicesimo giorno della Guerra del Golfo tra Usa, Israele e Iran il petrolio ha superato i 100 dollari al barile nonostante gli annunci sulle riserve. Il prezzo del Brent del Mare del Nord, il benchmark globale per il petrolio, è salito del 9,3% a 100,50 dollari al barile, mentre il WTI, il benchmark statunitense, ha raggiunto i 94,92 dollari, in rialzo dell’8,8%. Intanto tre marinai sono intrappolati nella nave attaccata dai Pasdaran nello Stretto di Hormuz. Dove invece secondo il presidente Trump è tutto ok. Teheran ha lanciato anche missili contro il Qatar e Dubai.
Ti potrebbe interessare
Foto copertina: EPA/Abir Sultan | Un razzo intercettato dall’Iron Dome sopra il cielo di Tel Aviv
Aereo cisterna Usa si schianta in Iraq: «Non è fuoco nemico»
Un aereo cisterna Usa si è schiantato nell’Iraq occidentale. Lo annuncia il Comando centrale americano in un post sui social precisando che «non si tratta di fuoco nemico». Nel post si legge che «l’incidente è avvenuto nello spazio aereo amico durante l’Operazione Epic Fury. Sono stati coinvolti due velivoli, uno è precipitato in Iraq occidentale, mentre il secondo è atterrato in sicurezza».
U.S. Central Command is aware of the loss of a U.S. KC-135 refueling aircraft. The incident occurred in friendly airspace during Operation Epic Fury, and rescue efforts are ongoing. Two aircraft were involved in the incident. One of the aircraft went down in western Iraq, and the…
— U.S. Central Command (@CENTCOM) March 12, 2026
Sei soldati francesi feriti a Erbil
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un “attacco con drone” a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo annuncia lo Stato Maggiore francese.
La minaccia dell'Iran sulle infrastrutture di petrolio e gas
L’Iran ha lanciato un avvertimento drastico. Se le sue infrastrutture energetiche venissero colpite nel contesto del conflitto con Stati Uniti e Israele, Teheran è pronta a colpire duramente l’industria petrolifera e del gas dell’intera regione. «Diamo fuoco al petrolio e al gas della regione al minimo attacco alle infrastrutture energetiche e ai porti iraniani», ha affermato un portavoce del comando operativo centrale dell’esercito iraniano, noto come Khatam al-Anbiya.
Teheran: «Non stiamo minando lo Stretto di Hormuz»
L’Iran non sta minando lo Stretto di Hormuz: ad affermarlo è il viceministro degli Esteri di Teheran. In una intervista all’Afp è stato chiesto al viceministro degli Esteri Majid Takht-Ravanchi delle notizie secondo cui l’Iran avrebbe posato mine nella via d’acqua strategica, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato che le forze statunitensi avevano colpito 28 navi posamine iraniane nella via d’acqua strategica. “Assolutamente no. Questo non è vero”, ha detto Takht-Ravanchi.
Khamenei: «Chiedo a tutti i diversi leader politici dell'Iran di fare del proprio meglio per mostrare unità»
Promette vendetta e non solo il figlio di Ali Khamenei nel suo primo discorso alla nazione, dopo la sua nomina. «Promettiamo alla defunta Guida suprema che seguiremo il percorso e faremo del nostro meglio per proseguire quanto fatto in passato e chiedo a tutti i diversi leader politici dell’Iran di fare del proprio meglio per mostrare unità», ha detto Mojtaba Khamenei.
La Turchia cerca di fare da mediatore tra Usa e Iran
La Turchia sta parlando sia con Washington che con Teheran nel tentativo di porre fine alla guerra in corso in Medio Oriente, ha dichiarato il ministro degli Esteri Hakan Fidan. «Siamo in un momento in cui abbiamo più che mai bisogno di negoziati e dialogo. Stiamo parlando con la parte iraniana e con quella americana», ha aggiunto. «Questa guerra dovrebbe finire il prima possibile».
A breve parla Mojtaba Khamenei
La nuova Guida Suprema dell’Iran pronuncerà a breve il suo primo messaggio. Lo riferisce la Tv di Stato iraniana.
Idf: «Colpito sito iraniano per lo sviluppo di armi nucleari»
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito un sito in Iran, che a suo dire sarebbe utilizzato dalla Repubblica Islamica per sviluppare armi nucleari. «L’aeronautica militare israeliana, agendo su precise informazioni di intelligence delle IDF, ha colpito un ulteriore sito del programma nucleare iraniano», ha dichiarato l’esercito, sostenendo che «il complesso di Taleghan è stato utilizzato dal regime per sviluppare capacità critiche per lo sviluppo di armi nucleari». Il complesso di Taleghan si riferisce probabilmente a una struttura a Parchin, a sud-est di Teheran, dove il think tank statunitense Institute for Science and International Security, che monitora il programma nucleare iraniano, ha recentemente affermato che la Repubblica Islamica conduce attività militari segrete.
Meloni: «Su Erbil in costante contatto con Tajani e Crosetto»
«Continuo a seguire con attenzione quanto accaduto alla nostra base di Erbil, sono in costante contatto con i ministri Tajani e Crosetto per monitorare la situazione. A nome del Governo e mio personale esprimo solidarietà e vicinanza ai nostri militari, rimasti illesi a seguito dell’attacco: l’Italia è orgogliosa del coraggio e della professionalità che mettono nel lavorare quotidianamente per la pace e la sicurezza nei molti teatri di crisi». Lo afferma sui social la premier Giorgia Meloni.
Tre milioni di sfollati in Iran per la guerra
Fino a 3,2 milioni di persone sono sfollate in Iran da quando è scoppiata la guerra quasi due settimane fa. Lo ha dichiarato l’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. «Secondo le valutazioni preliminari, tra 600.000 e un milione di famiglie iraniane sono ora temporaneamente sfollate in Iran a causa del conflitto in corso, il che rappresenta fino a 3,2 milioni di persone», ha dichiarato Ayaki Ito, a capo del team di supporto alle emergenze dell’Unhcr e coordinatore della risposta ai rifugiati per l’emergenza in Medio Oriente. «È probabile che questa cifra continui ad aumentare con il perdurare delle ostilità».
Katz: «Se Libano non ferma Hezbollah prenderemo il territorio»
«Ho avvertito il presidente del Libano, Joseph Aoun, che se il loro governo non saprà come controllare il territorio e impedire a Hezbollah di aprire il fuoco su Israele, prenderemo il territorio e lo faremo noi stessi», ha affermato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, durante una valutazione con i generali dell’Idf. «Hezbollah ha lanciato ieri pesanti bombardamenti contro lo Stato di Israele. L’esercito ha risposto con forza», ha detto Katz aggiungendo che con il premier Benjamin Netanyahu «ha dato istruzioni all’Idf di prepararsi a un’espansione delle attività in Libano e di ripristinare la sicurezza nel nord». Nella notte, Hezbollah ha lanciato circa 200 razzi contro Israele, in quello che l’Idf ha descritto come la «più grande raffica» di raid del gruppo libanese dall’inizio della guerra.
Forte esplosione a impianto nucleare di Fordow
Una forte esplosione nell’impianto nucleare iraniano di Fordow viene riferita dalla tv pubblica israeliana Kan che cita un report saudita.
Teheran: «Perderemo ogni freno se Usa e Israele attaccano le isole del Golfo»
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che Teheran «abbandonerà ogni moderazione» se gli Stati Uniti e Israele attaccheranno una qualsiasi delle sue isole nel Golfo. «Qualsiasi aggressione contro il suolo delle isole iraniane infrangerà ogni moderazione. Abbandoneremo ogni moderazione e faremo scorrere nel Golfo Persico il sangue degli invasori», ha dichiarato Ghalibaf in un post su X. Non è stato chiaro a quali isole si riferisse, ma un rapporto di Axios ha citato funzionari statunitensi secondo cui la cattura di Kharg è sul tavolo se la guerra in Medio Oriente dovesse degenerare.
Aie: «Più grande interruzione di produzione di petrolio nella storia»
La guerra in Medio Oriente sta causando la «più grande interruzione dell’approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale», costringendo i produttori di petrolio del Golfo a tagliare la produzione. Lo indica l’Agenzia internazionale per l’energia. Nel suo ultimo report mensile, l’Aie riferisce che la produzione di greggio è attualmente in calo di almeno 8 milioni di barili al giorno, con ulteriori 2 milioni di barili al giorno bloccati relativi ai prodotti petroliferi, inclusi i condensati, un volume pari a quasi il 10% della domanda mondiale.
Hezbollah: «Siamo pronti a una lunga guerra»
Una fonte politica di alto rango di Hezbollah ha affermato all’Ansa che il movimento armato filo-iraniano è entrato «in una nuova fase della guerra» col lancio nella notte di «150 missili» verso Israele. «Siamo pronti a ogni scenario e preparati a una lunga guerra», ha detto la fonte contattata telefonicamente, che preferisce rimanere anonima perché non autorizzata a parlare con i media. «Per noi è una guerra esistenziale contro il nemico», ha ribadito la fonte.
L'Unicef: «In Medio Oriente dal 28 febbraio più di 1.100 bambini feriti o uccisi»
«A (più di) dieci giorni dall’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente, la situazione sta diventando catastrofica per milioni di bambini in tutta la regione. Dal 28 febbraio, più di 1.100 bambini sono stati feriti o uccisi nelle violenze. Tra questi, secondo le notizie, 200 bambini sono stati uccisi in Iran, 91 in Libano, quattro in Israele e uno in Kuwait. Questi numeri sono destinati ad aumentare con l’intensificarsi e il diffondersi delle violenze». Lo rende noto l’Unicef. «Le diffuse interruzioni dell’istruzione – spiega una nota – hanno lasciato milioni di bambini fuori dalla scuola in tutta la regione, mentre centinaia di migliaia di bambini sono stati sfollati a causa dei bombardamenti incessanti. Le infrastrutture civili, tra cui ospedali, scuole e sistemi idrici e igienico-sanitari, da cui dipende la sopravvivenza dei bambini, sono state attaccate, danneggiate o distrutte dalle parti in conflitto. Nulla giustifica l’uccisione e la mutilazione dei bambini, né la distruzione e l’interruzione dei servizi essenziali da cui dipendono».
007 Usa: il regime non rischia il collasso
Dopo quasi due settimane di guerra, la leadership iraniana rimane sostanzialmente intatta e non e’ a rischio di collasso nel breve termine. Lo riporta la Reuters, facendo riferimento a valutazioni dell’intelligence statunitense. Secondo una delle fonti dell’agenzia, «numerosi» rapporti di intelligence contengono la conclusione che il regime iraniano «mantiene il controllo sulla popolazione».
Anche i funzionari israeliani hanno ammesso, in riunioni a porte chiuse, di non essere certi che una guerra possa portare a un cambio di potere in Iran, ha dichiarato alla Reuters un alto funzionario israeliano. L’agenzia osserva che non è ancora chiaro come una campagna militare israelo-americana possa rovesciare l’attuale regime. Una fonte sempre a Reuters ha indicato che per raggiungere un regime change servirebbe un’operazione di terra.
Iran, governo: quasi duemila morti negli attacchi
È salito ad almeno 1.395 morti, per lo più civili, il bilancio degli attacchi di Usa e Israele in Iran, che avrebbero causato danni anche a ospedali e strutture sanitarie. Lo ha dichiarato ad Al Jazeera il viceministro della Salute iraniano, Ali Jafarian. Il ministro ha affermato che le squadre mediche stanno affrontando un numero crescente di vittime «perché [Israele e Stati Uniti] stanno bombardando a tappeto infrastrutture civili».
Gli attacchi nelle aree urbane si sono intensificati negli ultimi giorni e alcuni residenti sono ancora intrappolate sotto le macerie, ha proseguito il viceministro, secondo il quale sono state danneggiate 31 importanti strutture ospedaliere, dodici delle quali attualmente inattive. In totale, sono stati colpiti e danneggiati 149 centri sanitari, 100 dei quali solo negli ultimi quattro giorni, nei quali almeno due operatori sanitari sono stati uccisi, ha detto ancora Jafarian.
Khamenei è ferito ma sta bene
Il ministero degli Esteri iraniano ha confermato che la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, e’ ferito ma ha assicurato che si sente bene. Ieri la Cnn ha riportato che Khamenei ha subito una frattura al piede e altre lievi ferite nel primo giorno di bombardamenti di Usa e Israele in Iran, quando e’ stato ucciso il padre Ali’ Khamenei e sua moglie. Mojtaba Khamenei «è ferito ma sta bene, non so quando terrà il suo primo discorso», ha detto al Corriere della Sera Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica islamica. «C’erano tre o quattro nomi per la leadership, ma la maggioranza dell’Assemblea degli esperti ha scelto lui, in conformità con la Costituzione. Ciò dimostra che il nostro sistema non è governato da un solo uomo», ha aggiunto.
Esplosioni a Dubai, sirene a Gerusalemme
Sono state udite esplosioni nel centro di Dubai. Vengono segnalate anche sirene a Gerusalemme per una possibile nuova ondata di missili.
Gli attacchi dell'Iran alle strutture petrolifere
I continui attacchi iraniani hanno innescato una serie di incendi nella regione del Golfo. Lo riporta la Bbc. Oltre alle due petroliere incendiate dopo un attacco vicino al porto meridionale iracheno di Bassora, in Bahrein si è verificato un grave incendio dopo che l’Iran ha preso di mira i serbatoi di petrolio e carburante vicino all’aeroporto internazionale. Il fumo, scrive Bbc, è così denso che le autorità stanno esortando la popolazione a tenere le finestre chiuse. In Oman, le squadre antincendio stanno ancora lavorando per contenere un incendio nei serbatoi di carburante dopo l’attacco di ieri al porto di Salalah. L’Oman ha ora ordinato l’evacuazione delle navi presso il suo terminal di esportazione petrolifera come misura precauzionale.
Lo stretto di Hormuz rimarrà chiuso a lungo
L’intensificarsi degli attacchi iraniani e la decisione del governo statunitense di sospendere le scorte militari per le petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz stanno sollevando la prospettiva di una chiusura prolungata che soffocherebbe le esportazioni attraverso la più importante rotta di trasporto energetico del mondo. Lo riporta il Wall Street Journal.
Portacontainer colpita al largo degli Emirati
Una nave portacontainer è stata colpita a 35 miglia nautiche a nord di Jebel Ali, negli Emirati Arabi Uniti. Lo ha dichiarato l’Ukmto, l’agenzia britannica che si occupa della sicurezza marittima. «Tutto l’equipaggio è al sicuro», ha dichiarato l’agenzia in un comunicato spiegando che a bordo è scoppiato un incendio. «Al momento non è stato segnalato alcun impatto ambientale», ha aggiunto.
La prima settimana di guerra è costata agli Usa 11,3 miliardi di dollari
La prima settimana della guerra contro l’Iran è costata agli Stati Uniti piu’ di 11,3 miliardi di dollari. Lo hanno detto in un briefing del Pentagono ai parlamentari americani, secondo quanto riferito dal New York Times, che sottolinea il ritmo con cui il conflitto sta consumando armi e risorse. Il quotidiano, citando fonti anonime a conoscenza della riunione a porte chiuse di martedi’, riferisce che ai membri del Congresso è stato detto che la cifra non include molti dei costi legati al rafforzamento militare precedente agli attacchi. Lasciando intendere che il totale per la prima settimana potrebbe aumentare in modo significativo. Funzionari della Difesa avevano già informato il Congresso che circa 5,6 miliardi di dollari in munizioni sono stati utilizzati solo nei primi due giorni di combattimenti, secondo i media statunitensi, con un ritmo di consumo molto piu’ elevato rispetto alle precedenti stime rese pubbliche.
Arresti in Bahrein
Quattro le persone arrestate in Bahrein con l’accusa di attività di spionaggio con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane, tra cui la fotografia di luoghi nel Paese. Lo ha reso noto il Ministero della Giustizia di Manama. Gli arrestati hanno un’etàcompresa tra i 22 e i 36 anni, mentre una quinta persona, di 25 anni, “è latitante all’estero. Le indagini hanno rivelato che il primo arrestato, agendo su istruzioni dell’organizzazione e con l’aiuto di altri, ha utilizzato attrezzature fotografiche ad alta risoluzione per fotografare e registrare le coordinate di luoghi vitali e importanti in Bahrein”, ha fatto sapere il Ministero. “Queste informazioni sono state poi trasmesse tramite un software crittografato all’Irgc”, ha concluso.
Il petrolio supera i 100 dollari al barile
Il prezzo del Brent del Mare del Nord, il benchmark globale per il petrolio, è salito sopra i 100 dollari al barile, nonostante la messa in vendita di ingenti scorte per scongiurare una carenza globale. Intorno alle 03:00 GMT, il prezzo del Brent è salito del 9,3% a 100,50 dollari al barile, mentre il WTI, il benchmark statunitense, ha raggiunto i 94,92 dollari, in rialzo dell’8,8%, secondo quanto riporta Afp. L’intervento adottato dalle principali potenze sul mercato pare che non sia riuscito a rassicurare gli investitori sulle forniture, interrotte dalla guerra in Medio Oriente.
«I paesi dell’Agenzia Internazionale per l’Energia metteranno a disposizione del mercato 400 milioni di barili di petrolio per compensare la perdita di approvvigionamento dovuta alla chiusura dello Stretto di Hormuz nel Golfo», ha annunciato Fatih Birol, Direttore Esecutivo dell’agenzia per l’energia dell’OCSE. Questa decisione è stata presa all’unanimità mercoledì dall’istituzione, i cui membri includono 32 paesi, tra cui il G7 (Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Giappone e Canada), oltre ad Australia e Messico. Gli Stati Uniti, importanti consumatori e produttori di petrolio greggio, contribuiranno con 172 milioni di barili, pari al 40% delle loro riserve. I barili americani arriveranno gradualmente sul mercato nell’arco di circa tre mesi.
Tre marinai bloccati nella nave attaccata
Sarebbero tre i dispersi appartenenti all’equipaggio della nave portarinfuse Mayuree Naree battente bandiera thailandese, attaccata dai Pasdaran iraniani mentre era in transito nello Stretto di Hormuz. I marinai sembra che siano rimasti intrappolati, riporta Afp, citando l’armatore della nave. «Tre membri dell’equipaggio risultano dispersi e si ritiene siano rimasti intrappolati nella sala macchine» della Mayuree Naree, ha fatto sapere la compagnia di trasporti thailandese Precious Shipping. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivelato di aver colpito l’imbarcazione perché aveva ignorato gli avvisi. Altri 20 membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo, ha informato la Marina thailandese. La nave «è stata attaccata mentre transitava nello Stretto di Hormuz» dopo essere salpata da un porto degli Emirati Arabi Uniti. «I dettagli specifici e la causa dell’attacco sono attualmente oggetto di indagine», ha concluso la Marina.
Idf: colpiti dieci obiettivi di Hezbollah
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito dieci obiettivi legati a Hezbollah nel sud di Beirut, tra cui un quartier generale dell’intelligence e centri di comando, come riporta Afp, dopo che il gruppo armato filo-iraniano libanese e l’Iran hanno annunciato attacchi congiunti contro Israele.
«Nelle ultime ore, l’esercito israeliano ha lanciato un’ampia ondata di attacchi contro infrastrutture terroristiche appartenenti all’organizzazione terroristica Hezbollah in tutto il Libano», ha affermato l’esercito, aggiungendo di aver colpito «decine di lanciatori».
Trump: lo stretto di Hormuz? In ottima forma
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha continuato a ripetere che lo stretto di Hormuz è al sicuro. «È in ottima forma, abbiamo distrutto tutte le navi», ha detto il presidente americano, parlando con i giornalisti a Washington di ritorno dal Kentucky. Poi ha avvertito che potrebbe «distruggere tutte le infrastrutture, le linee elettriche» dell’Iran «ma non voglio». Parlando con i giornalisti a Washington di ritorno dal Kentucky il presidente americano è sembrato assumere una posizione diversa rispetto ad Israele. «Gli ci vorrebbero poi 25 anni per ricostruire tutto, non voglio farlo», ha precisato.
Due droni colpiscono Dubai
Due droni iraniani hanno colpito questa notte Dubai. Il primo si è schiantato su un palazzo al Creek Harbour, mentre il secondo è esploso in uno spazio aperto nella zona di Al Jaddaf. Non ci sono notizie di vittime. Un drone si è schiantato su un edificio. Lo ha riferito l’ufficio stampa del governo, secondo quanto riporta la Tass. Stando a quanto riportato, le persone sono state evacuate dall’edificio. Non ci sarebbe nessun ferito. Secondo l’Afp che cita la televisione di stato iraniana, l’edificio ospitava truppe statunitensi.
«Un incendio è scoppiato in una delle torri di Dubai, nascondiglio dei soldati americani che hanno attaccato l’Iran», ha dichiarato l’IRIB sul suo canale Telegram, trasmettendo un video delle fiamme provenienti da una finestra ai piani superiori di un edificio non identificato. Le autorità dell’emirato avevano precedentemente riferito che un drone si era schiantato contro un edificio vicino alla zona residenziale di Dubai Creek Harbour.
Un morto nell'attacco alle petroliere
È al momento di un morto il bilancio dell’attacco alle due petroliere al largo dell’Iraq. Lo hanno reso noto le autorità. Iniziate le operazioni di soccorso per cercare i dispersi.
150 feriti Usa nell'attacco al Kuwait
Il bilancio dell’attacco iraniano alla base militare Usa in Kuwait è statodi sei soldati rimasti uccisi nelle prime ore della guerra, e centocinquanta feriti, di cui otto in gravissime condizioni, con ustioni su tutto il corpo, e in totale una ventina quelli considerati in condizioni urgenti”. Non e’ chiaro se siano tutti legati all’attacco alla base in Kuwait. La notizia data dai Pasdaran era stata rivelata dai media americani. Secondo il Pentagono più di 120 sono tornati in servizio. Trenta sono quelli rimasti ricoverati in ospedale. Ieri il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, aveva dichiarato che circa 140 soldati americani erano rimasti feriti, senza indicare dove e quando erano stati feriti.
Iran: 9 missili contro il Qatar
Il Qatar afferma che l’Iran ha lanciato nove missili balistici sul suo territorio. Secondo il Ministero della Difesa del Paese del Golfo, l’Iran ha lanciato nove missili balistici e diversi droni contro il Qatar. Le forze del Qatar hanno intercettato tutti i missili tranne uno, caduto in una zona disabitata, ha aggiunto.
