La morte di Bruno Gagliano alias KastaDiva, protagonista delle serate Lgbt a Roma

Bruno Gagliano era conosciuto nel mondo delle drag queen come KastaDiva. Ha calcato i palchi del Qube e del Gay Village a Roma. Sabato 24 gennaio è morto. Si è lanciato dal nono piano della palazzina in cui viveva a Colle Salario, a Roma. Nei mesi scorsi era stato ricoverato in una clinica psichiatrica. In via dell’Epiro ha dato l’allarme una vicina di casa. I carabinieri di zona non hanno potuto che costatare il decesso ma solo alcune ore dopo è arrivata la conferma sull’identità di Gagliano.
La storia di KastaDiva
Il Messaggero ricorda oggi l’intervista a Vertigo su Rai3 nel 2017 nella quale raccontò che già a a cinque anni amava travestirsi e dare spettacolo; a sei anni aveva ricevuto la sua prima parrucca e a 17 anni aveva iniziato il suo percorso da drag queen, nonostante la contrarietà dei genitori. Era partito da Alcamo in Sicilia per arrivare nella Capitale, dove era diventato una delle star del Muccassassina. Nel 2017 vinse anche Miss Drag Queen Lazio. Poi aveva intrapreso la carriera di make-up artist. Si esibiva infatti non solo come performer ma anche come artista del lipsync e makeup artist.
Le indagini
Gli investigatori stanno ancora lavorando per chiarire la dinamica dei fatti. Negli scorsi mesi c’era stato un altro tentativo di suicidio. Un lungo messaggio di saluti è stato pubblicato dagli organizzatori del Muccassassina: «Muccassassina e tutta la comunità lgbtqia+ hanno perso un pezzo della propria storia. Sei stata una delle migliori drag queen del panorama italiano, tu la regina del lipsync. Siamo profondamente addolorati, così come lo sono tutte le persone che ti hanno conosciuto. Questo è il nostro tributo a te, al tuo splendore e alla tua arte: addio Kastadiva, brilla come hai sempre fatto, ma più in alto».
