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Crans Montana, i parlamentari svizzeri attaccano l’Italia: «Toni inaccettabili, politica da western»

28 Gennaio 2026 - 11:55 Ugo Milano
A scatenare le tensioni sono state sono soprattutto le condizioni imposte da Palazzo Chigi per il rientro a Berna dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado

Si alzano i toni in Parlamento in Svizzera contro l’Italia, dopo le polemiche sollevate da Roma per la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation, dove un incendio ha causato la morte di 40 persone. Il coro critico verso i politici italiani è bipartisan, dai sovranisti ai Verdi, fino ai liberali e ai democristiani. Ma a far crescere la tensione sono soprattutto le condizioni imposte da Palazzo Chigi per il rientro a Berna dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, richiamato nei giorni scorsi a Roma. Tra queste, la richiesta di avviare una collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Stati e di costituire immediatamente una squadra investigativa congiunta per accertare le responsabilità della strage «senza ulteriori ritardi». Da queste condizioni, erano subito emerse perplessità, come quelle di Nicolas Mattenberger, avvocato di alcune famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana. Nonostante critichi la gestione svizzera, Mattenberger ieri ha dichiarato: «Il codice di procedura penale svizzero non consente che l’Italia sia parte civile nel procedimento né che possa seguire l’inchiesta. Questo i magistrati non possono farlo».

Le reazioni dei politici svizzeri

La politica svizzera non ha risparmiato critiche a Roma. Simonetta Sommaruga del Partito Socialista ha definito «inaccettabili i toni di Roma», mentre la collega socialista Jessica Jaccoud del Canton Vaud ha parlato di «minacce verso uno Stato di diritto, degne di una politica da western». Dal fronte democristiano, Vincent Maitre ha contestato la risposta, a suo dire troppo debole, del Dipartimento degli Esteri, che avrebbe invece dovuto «picchiare i pugni sul tavolo». Anche Mauro Poggia, sovranista di Ginevra di origini italiane, è sul piede di guerra. «Far credere che la giustizia svizzera sia male amministrata e che abbia bisogno dell’aiuto dell’Italia è insultante», ha affermato.

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