Il giallo del banchiere ucraino precipitato da un b&b in centro a Milano: «Sul corpo segni di violenza». Si indaga per omicidio

Emergono nuovi dettagli sulla morte di Alexander Adarich, ex banchiere ucraino con cittadinanza romena, proprietario fino al 2020 di una banca commerciale ucraina, la Fidobank, e poi con interessi in società con sede in Lussemburgo. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrerebbero due persone uscire dall’appartamento affittato come b&b del palazzo di via Nerino, vicino a piazza Duomo, a Milano, da dove il pomeriggio del 23 gennaio un uomo di 54 anni è precipitato per 15 metri, probabilmente dopo essere già stato ucciso.
Le due persone riprese dalle telecamere
Sull’episodio, la procura di Milano ha aperto un’indagine per omicidio. Si era già saputo che la custode del palazzo avrebbe visto un uomo affacciarsi dall’appartamento dopo la caduta a terra del 54enne e che quello stesso uomo, poi, scendendo in cortile e prima di andarsene, le avrebbe detto in inglese: «Cos’è successo?». Da quanto risulta dai video delle telecamere, due persone – ancora da identificare – sarebbero andate via dal palazzo poco dopo la morte di Adarich.
Le piste degli inquirenti
L’ipotesi su cui insistono gli inquirenti è che l’ex banchiere ucraino sia stato ucciso – per la precisione, picchiato e strangolato – e poi gettato dall’affaccio della camera, così da simulare un suicidio. La causa esatta della morte potrebbe arrivare dall’autopsia, la cui data non è ancora stata fissata. Il corpo della vittima, secondo indiscrezione, presenta diversi segni in faccia e sul collo. Nell’appartamento, prenotato dal 22 al 24 gennaio scorsi e non a nome del 54enne, c’erano documenti con foto e identità della vittima, ma nessun telefono, pc, valigie o altri effetti personali. Gli investigatori, dunque, sono al lavoro su quella che sembra a tutti gli effetti una spy story legata ad affari illeciti.
La moglie: «Era a Milano per affari»
Secondo quanto ricostruito finora, Adarich era arrivato a Milano dalla Spagna, dove viveva e dove doveva tornare il giorno stesso dell’omicidio. Gli agenti della Squadra mobile hanno già sentito la seconda moglie dell’uomo d’affari, la quale avrebbe riferito che il marito doveva andare a Milano per dei non meglio precisati affari. Oltre alla dinamica della morte, è particolarmente difficile ricostruire il patrimonio e gli affari in corso di Adarich, che aveva conti correnti in diversi Paesi. Questo dettaglio costringe gli inquirenti a procedere per via rogatoriale.
Foto copertina: ANSA/Davide Canella | Polizia Scientifica davanti al palazzo di via Nerino, a Milano
