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La Francia vuole abolire il dovere coniugale di avere rapporti sessuali all’interno del matrimonio

29 Gennaio 2026 - 23:22 Francesca Milano
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La proposta di legge è stata approvata dall'Assemblea e passa adesso al Senato: potrebbe diventare legge entro l'estate

Il matrimonio non crea alcun obbligo di avere rapporti sessuali tra coniugi: lo ha deciso l’Assemblea nazionale francese, che ha approvato all’unanimità un disegno di legge per porre fine all’idea giuridica e sociale di “dovere coniugale”. Il testo, ora all’esame del Senato, potrebbe diventare legge in Francia entro l’estate 2026. La proposta di riforma, presentata dall’ecologista Marie-Charlotte Garin e dal centrista Paul Christophe con il sostegno di una larga maggioranza parlamentare, interviene sul Codice civile per chiarire che la cosiddetta communauté de vie (comunione di vita) non implica alcun dovere sessuale tra coniugi e che il rifiuto di rapporti intimi non può costituire una causa di divorzio per colpa.

La giurisprudenza

In realtà il “dovere coniugale” non è mai indicato nel diritto francese: l’articolo 215 del Codice civile limita gli obblighi reciproci dei coniugi alla convivenza, alla fedeltà, all’assistenza e al sostegno materiale. Eppure per decenni, la giurisprudenza aveva interpretato che la “comunione di vita” includesse i rapporti sessuali, con effetti concreti nei tribunali. Un caso emblematico risale al 2019, quando la Corte d’appello di Versailles riconobbe la colpa di una moglie per avere rifiutato rapporti sessuali prolungati e concesse il divorzio con addebito a suo carico. La vicenda, portata fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo, si concluse con una sentenza del gennaio 2025 che condannò la Francia, affermando che il rifiuto di avere rapporti non poteva giustificare un addebito di divorzio, perché questo violava il diritto alla vita privata e familiare e, implicitamente, il principio fondamentale del consenso.

I sondaggi

A differenza di altre riforme di costume, la legge non introduce nuovi reati: tuttavia, la decisione parlamentare assume una forte valenza simbolica e culturale. Secondo un sondaggio IFOP citato durante i dibattiti e riportato anche dal quotidiano Le Monde, il 57% delle donne intervistate ha raccontato di aver avuto rapporti sessuali nel matrimonio senza volerli, e il 24% ha dichiarato di averli subìti contro la propria volontà. Questi dati sono stati usati dai sostenitori per argomentare che le norme devono riflettere la realtà delle relazioni e l’importanza del consenso, anche dentro la coppia.

Dibattito politico e sociale

Il testo ha raccolto un consenso trasversale nell’emiciclo, ma ha suscitato dibattito anche tra i promotori. Alcuni deputati della sinistra (Socialisti e La France Insoumise) avevano proposto di cogliere l’occasione per riformare l’articolo 212 del Codice civile, eliminando la parola “fedeltà” come dovere legale, per evitare che anche quel concetto venga interpretato come obbligo sessuale. La proposta però non è stata accolta.
Se confermata, la nuova legge potrebbe diventare un esempio per altri ordinamenti in cui la giurisprudenza interpreta in maniera ambigua gli obblighi impliciti, e potrebbe alimentare un più ampio dibattito su come il diritto civile affronta la sfera intima e consensuale delle relazioni.

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