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Romano Prodi: «Contro Trump ci vuole un’Europa a due velocità»

29 Gennaio 2026 - 09:22 Alba Romano
romano prodi
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L'ex premier: il trumpismo è un balzo in avanti su un cammino già iniziato

«La strada per l’Unione europea è segnata: bisogna procedere in tempi brevissimi a un’Europa a più velocità. Detto altrimenti: chi decide va avanti e gli altri si arrangino». Lo afferma, in un’intervista a La Stampa, l’ex premier Romano Prodi. «Il trumpismo è un balzo in avanti che però è parte di un cammino già iniziato da tempo. In particolare rispetto al distacco degli Usa dall’Europa. Personalmente non ero certo in sintonia politica con i Bush, padre e figlio, ma entrambi appartenevano ad una famiglia di stampo europeo. Clinton divenne europeo per intelligenza politica. Poi è arrivato Obama: per lui Singapore e Copenaghen erano la stessa cosa».

Prodi, Trump e Obama

Secondo l’ex premier «il fatto nuovo è la violazione delle regole democratiche e in questo il concetto di ‘America first’ interpreta un sentimento profondo dell’animo americano. Con tante istituzioni dedicate alla sicurezza che gli Usa hanno a disposizione, inviare ai Giochi olimpici l’Ice che ha funzioni dedicate al controllo delle immigrazioni, appare, dopo i fatti del Minnesota, una inutile prova di forza. Quasi una provocazione. Il governo italianoersevera nella sua ambiguità. Da un lato la presidente del Consiglio è obbediente a Trump, tenendo però i piedi in Europa. Fino a quando Stati Uniti ed Europa non erano incompatibili sui grandi temi, il governo italiano poteva mantenere questa doppia appartenenza. Il dramma per l’Italia e per il suo governo è che Trump ha chiuso lui la stagione dell’ambiguità».

Il distacco

Prodi dice che «oramai c’è un distacco profondo tra l’etica della democrazia europea e l’etica di Trump, che esprime e manifesta concretamente una definitiva scelta di prevalenza della forza sul diritto. Il governo italiano non può fare la stessa scelta. È tanto tempo che lo ripeto, ma oramai è chiaro a tutti: urge un’Europa a più velocità, o a cerchi concentrici, la si chiami come si vuole. Abbiamo alle spalle un successo grandioso, l’Euro: eravamo in 12, ora siamo in 20. Una prova più prova di questa non esiste. Ecco, l’Europa è un grande disegno, ma ha bisogno di un forte carica emotiva. E il momento è arrivato».

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