Violenza sessuale, Schlein: «C’era un patto tra me e Meloni. Ma ha deciso il patriarcato»

«C’era un accordo tra me e Meloni. Tant’è vero che avevamo votato all’unanimità alla Camera. Poi ci sono state le Regionali, e Salvini dopo il Veneto ha voluto far saltare il banco. Anche Meloni a quel punto si e’ rimangiata l’accordo». Elly Schlein riavvolge il nastro sull’iter del ddl contro gli stupri e spiega così, intervistata dal Corriere della Sera, che «il testo presentato da Bongiorno è irricevibile».
La legge e il consenso
«L’unico vero motivo per fare quella legge era di inserire nel nostro ordinamento il concetto del consenso previsto dalla convenzione di Istanbul ratificata dall’Italia», ricorda Schlein. «Sostituire il consenso con il dissenso significa tornare indietro e mettere un peso ancora maggiore sulle spalle delle donne e delle vittime di violenza. Era esattamente quello che questa legge voleva evitare», conclude. «Io ho chiesto a Meloni di non farsi dettare la linea dal patriarcato nella sua maggioranza e di ascoltare se non me la rete delle organizzazioni che si occupano di violenza, e gli avvocati e i giudici specializzati. Se il Palamento deve votare una legge che fa un passo indietro, che tradisce le donne, allora meglio non farla», annota ancora la segretaria Pd.
