Bankitalia toglie il servizio baby-sitter ai dipendenti ora furiosi. E getta la colpa su Giorgetti. Rischiano tutti i nidi aziendali: ecco perché

Dal 1° gennaio del 2026 la Banca di Italia non rimborserà più ai suoi dipendenti il servizio di baby-sitting per i loro figli come previsto dal contratto integrativo. Il vertice della banca centrale guidato da Fabio Panetta ha eliminato la voce dalla piattaforma interna sul welfare gestita dal gruppo Edenred. Per questo sono in agitazione non solo i sindacati interni del personale come il Sibc, ma anche quelli dei dirigenti (il Cida). La scelta di escludere il baby-sitting dai servizi non tassabili è giustificata dalla risposta a una interrogazione parlamentare del M5s fornita il 16 dicembre scorso dalla sottosegretaria al Mef Lucia Albano. Il tema per altro non vale solo per la Banca di Italia.
Il chiarimento della Agenzia delle Entrate durante Telefisco 2025
La Albano ha spiegato che «con la risposta fornita al quesito di Telefisco 2025, è stato precisato che anche per i servizi di baby-sitting sia possibile fruire del regime di esclusione dal reddito di lavoro dipendente sempreché i suddetti servizi siano resi nell’ambito di iniziative incluse nei piani di offerta formativa scolastica». In sostanza: asili nido aziendali e servizi di baby-sitting privati se offerti ai dipendenti vengono tassati sia all’azienda che alla persona fisica che ne usufruisce. Restano esentasse invece quelli effettuati da una istituzione scolastica pubblica o parificata. Questo vale oltre che per Bankitalia per tutti i nidi aziendali nati senza accordo con una istituzione scolastica.

L’assenza di una disposizione normativa dell’Agenzia
La risposta fornita dal Mef in Parlamento non ha però valore normativo: l’Agenzia delle Entrate non ha ancora pubblicato una circolare in grado di fornire l’interpretazione autentica. Ed è per questo motivo che protestano i sindacati dei dipendenti e dei dirigenti della Banca d’Italia. «Riteniamo del tutto irragionevole», scrive il sindacato dirigenti della banca centrale, «questo stravolgimento interpretativo dato che in Italia non ci risulta che esistano scuole che, nell’offerta formativa, includano la fornitura di baby-sitting». Il Sibc se la prende anche con Bankitalia per la solerzia con cui ha aderito alla interpretazione della norma, sostenendo che «non deve applicare indirizzi, ma norme» e che «prima di fare una mossa del genere, che penalizza fortemente tutti i genitori con figli piccoli, deve rivolgere immediatamente un interpello formale e argomentato in senso contrario alla Agenzia delle Entrate».

Abbonamenti, medici e buoni acquisto: il generoso welfare della banca centrale italiana
I dipendenti della banca centrale italiana godono di un buon pacchetto welfare grazie al contratto, all’interno del quale oltre ha un bonus da 1.180 euro erano spendibili esentasse per l’attività di baby-sitting 3.530 euro per figli fino a due ani di età e 2.940 euro per figli fra 3 e 5 anni. Nel pacchetto sono compresi i rimborsi per gli abbonamenti al trasporto pubblico, rimborsi per visite mediche e servizi di assistenza familiare, buoni acquisto fino a 400 euro per la spesa e il rifornimento di carburante e voucher da spendere per viaggiare, per fare sport o per andare al cinema, a teatro o visitare musei.
