Omicidio Alex Pretti, il video dell’omaggio che non arriva dall’ospedale di Minneapolis

Dopo l’omicidio di Alex Pretti, circola un video che riprenderebbe l’omaggio dei colleghi dell’ospedale di Minneapolis, schierati in silenzio nei corridoi della struttura e onorando un feretro coperto dalla bandiera americana. Si tratta, in realtà, di una scena decontestualizzata che non ha nulla a che fare con l’omicidio dell’infermiere americano.
Per chi ha fretta
- Il video non ripreso presso l’ospedale dei Veterani di Minneapolis.
- La scena riprende gli interni di un ospedale nel Colorado.
- Diversi dettagli indicano che le immagini risalirebbero al periodo pandemico.
- Le foto dell’omaggio dei colleghi sono altre.
Analisi
La narrazione viene condivisa sia come video che come immagine:

Gli elementi che ci riportano al periodo pandemico
Il filmato mostra i dipendenti di un ospedale con mascherine chirurgiche, disposti lungo un corridoio, accanto a una bara coperta dalla bandiera statunitense. Tuttavia, nessuna delle pubblicazioni virali indica la fonte originale del video.

Osservando alcuni elementi della clip, come ad esempio le segnaletiche di distanziamento anti-Covid visibilmente nuove sul pavimento, risulta difficile sostenere che la scena sia stata ripresa nel 2026.
La smentita da Minneapolis
Contattati il 27 gennaio dai colleghi di AFP, i responsabili della comunicazione del sistema sanitario dei Veterani di Minneapolis (Minnesota VA) hanno smentito il collegamento con la struttura.
Al momento, un post Facebook pubblicato da un dipendente dell’ospedale, Garret Peterson, pare mostrare una vera commemorazione presso la struttura di Minneapolis, visibilmente diversa da quella mostrata nella scena oggetto di verifica.

La geolocalizzazione
Come riportato dai colleghi di Snopes, la scena della presunta commemorazione con il feretro sarebbe stata ripresa presso il Rocky Mountain Regional VA Medical Center, in Colorado.

Conclusioni
La scena che ritrae il presunto omaggio ad Alex Pretti non è stato girato nell’ospedale dove lavorava. Inoltre, non ha alcun collegamento verificato con la sua morte.
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