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Rubò le ceneri del padre del sindaco e accusò due sconosciuti: smascherato il piano di un 60enne. La vendetta per la casa popolare negata

30 Gennaio 2026 - 23:12 Ugo Milano
cimitero ricorso leonardo
cimitero ricorso leonardo
Il furto macabro a Cittadella, in provincia di Padova, risolto dalle autorità grazie a una cella telefonica

Furto macabro a Cittadella, in provincia di Padova. La notte del 19 settembre, il 60enne Paolo Negroni ha scavalcato la recinzione del cimitero e forzato il loculo contenente le ceneri di Francesco Pierobon, padre del sindaco Luca Pierobon. L’uomo ha poi nascosto l’urna funeraria nei pressi della stazione ferroviaria, cercando inizialmente di attribuire il gesto a due conoscenti. La mattina successiva, il custode del camposanto ha scoperto il danno e ha riconosciuto immediatamente le ceneri rubate. Solo quando Negroni ha indicato dove aveva nascosto l’urna, ricostruisce Il Gazzettino, gli inquirenti hanno potuto ricostruire i fatti e concentrare le indagini su di lui. I tabulati telefonici hanno confermato che solo il suo cellulare era agganciato alla cella del cimitero, mentre i due sospettati da lui segnalati erano altrove.

L’astio verso il sindaco

Il movente di tutta questa operazione, secondo quanto emerso dagli accertamenti, era un astio personale verso il sindaco, legato a una richiesta di casa pubblica negata e già manifestato dall’indagato sui social in passato. La pericolosità di Negroni è stata confermata da altri casi, tra cui l’arresto di fine ottobre per aver minacciato con un coltello due anziane e una ragazza in un parco cittadino. Le due persone inizialmente accusate da Negroni sono ora considerate parti offese. Il sostituto procuratore ha chiesto il processo per il 60enne per sottrazione di cadavere e calunnia.

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