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L’inesistente intervista RAI a un immigrato generata con l’AI

31 Gennaio 2026 - 04:01 David Puente
In passato, lo stesso autore diffondeva false interviste attribuite al TG5

Circola un video con una presunta intervista RAI dove un presunto migrante del Mali che spiega perché sarebbe venuto in Italia. Secondo il racconto, in Africa esisterebbe un “grande gruppo WhatsApp” dove circolano offerte di lavoro dall’Europa e informazioni sui sussidi statali. L’uomo afferma di avere quattro figli, per un totale in famiglia di sei persone e di ricevere ogni mese 2.500 euro “puliti” grazie all’Assegno unico e all’Assegno di inclusione, oltre alla casa gratis e il corso di italiano. Non è la prima volta che circolano video del genere, come quelli in passato attribuiti al TG5, generati con l’AI. L’autore della bufala è sempre lo stesso.

Per chi ha fretta

  • L’intervista non è mai stata realizzata dalla RAI.
  • Si tratta di un video generato con l’AI.
  • La narrazione risulta irreale e i conti non tornano.

Analisi

Di seguito, la trascrizione dell’intervista RAI inventata:

-Come mai hai deciso di venire in Italia?
-Eh, signore, in Africa noi abbiamo gruppo Whatsapp grande. Lì arrivano tutte proposte di lavoro, dall’Europa e anche i sussidi che danno i governi.In Italia c’è assegno di inclusione, assegno unico per figli. Io ho quattro bambini, siamo in sei in famiglia. Danno quasi 2.500 euro al mese puliti, più la casa pagata e il corso di italiano gratis. Per questo sono venuto. Là in Mali non c’è niente così.

In questo articolo tratteremo anche un secondo video, dove l’inesistente intervistato sostiene di avere 3 figli, di essere in totale 5 in famiglia e di ricevere più di 2.400 euro al mese con gli stessi Assegni.

Un terzo video parla di una famiglia di 7 membri e più di 3.000 euro mensili.

In un quarto video si sostiene che l’immigrato riceverebbe l’Assegno di inclusione “appena arrivi”, una totale falsità che abbiamo già spiegato nei precedenti fact-check.

La stessa fonte di altri video fake

Lo scorso novembre 2025, ci siamo occupati di alcune interviste, attribuite al TG5, ad alcune donne africane con la stessa narrazione. Le clip generate provengono dalla stessa pagina Facebook “Memo Pernacchia“.

La verifica sui sussidi

Come nel precedente caso, anche questa volta i conti non tornano.

L’Assegno unico universale per i figli a carico è determinato in base all’ISEE. Con un ISEE molto basso, l’importo massimo e’ di 201 euro al mese per ciascun figlio minore. Nel caso ipotizzato, abbiamo 4 figli minori per un massimo di 804 euro al mese totali.

Anche aggiungendo le maggiorazioni previste per nuclei numerosi, l’importo resta nell’ordine di qualche centinaio di euro e non supera di molto gli 800-900 euro mensili. In assenza di ISEE o con ISEE elevato, l’importo scenderebbe invece a 57,5 euro per figlio, per un totale di circa 230 euro al mese.

L’Assegno di inclusione (ADI) non è automatico e non è accessibile a chi è appena arrivato in Italia. Il richiedente deve essere residente in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo, requisito che vale per tutto il nucleo familiare. L’ISEE deve essere inferiore a 10.140 euro e il reddito familiare annuo rientrare in soglie molto basse. Anche nei casi più favorevoli, l’ADI non consente di arrivare a cifre come quelle citate nel video, soprattutto sommato all’Assegno unico.

Anche soddisfacendo i requisiti, in uno scenario del tutto teorico, l’Assegno unico porterebbe in tasca all’uomo 800-900 euro al mese con l’Assegno unico, più un importo annuo di circa 800-900 euro al mese con l’ADI. La famiglia di 6 persone descritta nel video dovrebbe ricevere intorno ai 1.600-1.800 euro mensili.

Nel caso del secondo video, il numero dei figli diminuisce di un’unità e i conti non tornano affatto. Nel caso del terzo video, la cifra citata va troppo oltre.

Conclusioni

L’intervista non è mai esistita, la RAI non l’ha mai realizzata, mentre le affermazione sui presunti “facili privilegi” e la cifra di 2.500 euro al mese risultano infondati.

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