Usa, ordinato il rilascio di Liam: il bambino di 5 anni era stato arrestato dall’Ice a Minneapolis. Attese nuove proteste anti-Trump

Un giudice federale ha ordinato il rilascio di Liam Conejos Ramos, il bambino di cinque anni divenuto il simbolo dell’indignazione contro gli agenti dell’Ice, la polizia incaricata del rimpatrio forzato dei migranti irregolari negli Stati Uniti. Il piccolo era stato arrestato insieme al padre a Minneapolis e trasportato in un centro di detenzione in Texas. La foto di Liam, caricato su un’auto dell’Ice in Minnesota e deportato, è divenuta virale, alimentando l’indignazione contro la politica di tolleranza zero dell’amministrazione Trump.
L’immagine simbolo delle proteste contro l’Ice
Cappello azzurro, orecchie da coniglio e zainetto dell’Uomo Ragno, il piccolo Liam è divenuto suo malgrado il simbolo della stretta migratoria del governo americano, che tramite i famigerati agenti dell’Ice ha avviato un programma senza precedenti di deportazioni di migranti, spesso con l’uso della forza e di metodi brutali. Liam e suo padre Adrian sono stati fermati all’uscita dell’asilo e poi trasportati in Texas, dove hanno trascorso una settimana in un centro migranti. Nei giorni scorsi, una delegazione di politici democratici ha fatto visita al piccolo Liam e lo ha descritto come «triste e depresso». Il bimbo, hanno raccontato, chiede spesso dove si trovi sua mamma e i suoi compagni di scuola.
Sconfitto in tribunale lo stato di Minnesota
Un giudice federale ha stabilito che Liam e suo padre dovranno essere rilasciati entro martedì 3 febbraio dal centro migranti in Texas. Una sentenza che dà speranza alle svariate migliaia di persone che nelle ultime settimane hanno protestato in tutti gli Stati Uniti contro l’Ice, che in Minnesota si è reso responsabile anche dell’omicidio di due cittadini americani: Renee Good e Alex Pretti. Il rilascio del piccolo Liam arriva mentre il Minnesota viene sconfitto in un altro tribunale nella sua battaglia contro l’Ice.
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La giudice Kate Menendez ha infatti respinto la richiesta dello stato di ordinare all’amministrazione Trump di ridurre le operazioni di controllo sull’immigrazione, spiegando che il Minnesota e la città di Minneapolis non sono riuscite a dimostrare in modo definitivo che l’invio di agenti dell’immigrazione federali fosse illegale. Nel frattempo, le proteste non si fermano, con centinaia di manifestazioni in programma nel fine settimana in diverse città.
