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Tra gli Epstein Files spunta il nome di un hacker italiano: chi è Vincenzo Iozzo e cosa c’entra

01 Febbraio 2026 - 19:22 Ugo Milano
jeffrey epstein
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Il suo nome è citato ben 636 volte negli archivi ed è riconosciuto nel settore per una carriera internazionale di grande rilievo

Tra i milioni di documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia Usa sul caso Epstein, spunta anche il nome di Vincenzo Iozzo, un noto esperto italiano di sicurezza informatica. Nato in Calabria e laureato in Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano nel 2010, Iozzo ha alle spalle una carriera internazionale di grande rilievo nel settore della cyber-sicurezza. Nell’archivio Epstein il suo nome – scrive il Corriere della Sera – appare ben 636 volte, mentre la variante «Lozzo», probabilmente un errore di trascrizione dei sistemi Ocr, compare 1.732 volte.

Chi è Vincenzo Iozzo

La carriera di Iozzo è segnata da numerosi successi. Ha vinto il concorso Pwn2Own tre anni consecutivi tra il 2010 e il 2012, compromettendo dispositivi come iPhone, BlackBerry e browser Firefox. È co-autore dell’Ios Hacker’s Handbook del 2012 ed è stato Chief of staff e Principal security engineer presso Trail of Bits, oltre a fondare Iperlane, acquisita da CrowdStrike, dove ha ricoperto il ruolo di senior director fino a qualche anno fa. Dal 2016 al 2020 è stato Research affiliate al Mit Media Lab e oggi è Ceo di SlashID, piattaforma di sicurezza dell’identità digitale.

Cosa c’entra con Epstein

Tra i documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America, 3,5 milioni di pagine, un informatore dell’Fbi parla di un presunto «hacker personale» di Epstein. Sebbene i dettagli della fonte corrispondano – come notato anche da numerosi utenti del social X – a quelli di Iozzo, ovvero cittadino italiano nato in Calabria, esperto di exploit zero-day, fondatore di una società acquisita da CrowdStrike, non ci sono conferme indipendenti né capi d’imputazione a suo carico. Le email pubbliche in cui compare il nome di Iozzo riguardano scambi ordinari per coordinare incontri con Epstein o con il suo staff, tra cui l’assistente Lesley Groff.

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