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«La Russia ha spiato le comunicazioni dei satelliti europei». Il ministro Urso chiama l’Esa

04 Febbraio 2026 - 19:24 Stefania Carboni
satelliti russi
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Preoccupa la rivelazione del Financial Times. «Seguiamo con attenzione la vicenda», ha dichiarato il Mimit in una nota

Secondo quanto riporta il “Financial Times” due veicoli spaziali russi hanno intercettato per anni le comunicazioni di almeno una dozzina di satelliti chiave in Europa. Un’azione che, secondo funzionari della sicurezza europea, è una minaccia perché potrebbe permettere a Mosca di manipolare le traiettorie stesse delle strutture spaziali monitorate. Ad aver agito, secondo il quotidiano, sarebbero stati i Luch-1 e Luch-2, usati principalmente per scopi civili, come le comunicazioni televisive, ma che hanno veicolato negli anni anche dati governativi sensibili e alcune comunicazioni militari.

Il ministro Urso chiama il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea, Josef Aschbacher. «Seguiamo con attenzione la vicenda»

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata per le politiche spaziali e aerospaziali, Adolfo Urso, «ha avuto un colloquio telefonico con il Direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea, Josef Aschbacher, in merito alle notizie relative a una presunta intercettazione di comunicazioni satellitari attribuita ad attori russi». A riferirlo è il Mimit in una nota, specificando che Urso ha evidenziato ad Aschbacher che «l’Italia segue con la massima attenzione l’evolversi della vicenda, in stretto raccordo con i partner europei, a tutela della sicurezza delle infrastrutture spaziali e delle comunicazioni strategiche».

La reazione dell’Unione Europea

«Prendere di mira le risorse spaziali, o le risorse spaziali o i satelliti europei, è qualcosa che la Russia fa da anni, se non da decenni. Quindi non c’è nulla di nuovo. Siamo molto, molto consapevoli del problema», ha dichiarato il portavoce della Commissione Ue Thomas Regnier, interpellato sulle notizie del Financial Times. «Sappiamo che la Russia lo sta facendo e siamo pronti a contrastarlo», ha aggiunto. Per la protezione delle risorse spaziali Ue «innanzitutto, abbiamo Galileo, che è già lì ed è in grado di rilevare e scoraggiare tali attacchi – ha aggiunto -. E poi di recente abbiamo fatto un ulteriore passo avanti con le nostre quattro navi ammiraglie europee che proponiamo nella nostra roadmap di difesa, includendo anche gli scudi spaziali europei che stiamo proponendo e che metteremo in atto, insieme ai nostri Stati membri, proprio per proteggere i nostri satelliti e le nostre risorse spaziali».

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