Epstein e il progetto delirante per «migliorare la razza umana»: il piano per inseminare 20 donne alla volta nel suo ranch

Nuovi documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia statunitense, analizzati dal Daily Telegraph, rivelano dettagli inquietanti sull’ossessione di Jeffrey Epstein per l’eugenetica e la creazione di una discendenza «geneticamente superiore». Secondo i dossier, l’imprenditore, morto suicida in carcere nel 2019 mentre era in attesa di un processo per reati sessuali, progettava di usare il proprio Dna per inseminare una ventina di donne alla volta nel suo ranch del New Mexico, con l’obiettivo di migliorare la razza umana. Alcune delle email in cui emerge un’ideologia razzista sono indirizzate ad alcuni intellettuali di rilievo. In una di questa, ad esempio, l’ex imprenditore scrive a Chomsky. «Il divario di intelligenza con gli afroamericani è documentato», si legge nella mail. In un’altra suggeriva allo scienziato Joscha Bach di introdurre mutamenti genetici per rendere i neri «più intelligenti».
I legami con il mondo dell’arte
Ma i documenti vanno oltre la scienza e l’eugenetica, come già emerso in questi mesi. La pubblicazione dei file ora ha messo in luce anche collegamenti tra Epstein e il mondo dell’arte e ha provocato già le prime conseguenze. L’ex direttore del Whitney Museum negli anni ’90, David Ross, si è dimesso dalla guida della School of Visual Arts a causa di alcune mail in cui discuteva con Epstein di una mostra con teenager vestite in modo da «non dimostrare la loro età».
