Filmava clienti e amanti, denunciato amministratore di condominio nel milanese: i video condivisi con i dipendenti dell’azienda

Sul computer erano archiviate cartelle con nomi e cognomi di donne. Al loro interno, video a contenuto sessuale e riprese intime, ma anche filmati realizzati di nascosto durante colloqui o incontri di lavoro, grazie a telecamere occultate sotto tavoli e scrivanie. Un archivio digitale strutturato e facilmente accessibile, che sarebbe stato messo a disposizione dei dipendenti dell’azienda. Tutto il materiale, secondo le accuse, sarebbe stato raccolto all’insaputa delle donne coinvolte. Per questi fatti, tre vittime hanno presentato denuncia contro un sessantenne, titolare di un’amministrazione condominiale a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. Nei giorni scorsi l’uomo – scrive il Corriere della Sera – è stato perquisito dalla polizia giudiziaria su disposizione della sostituta procuratrice di Monza, Rosamaria Iera.
L’inchiesta
La pm ha avviato un’inchiesta con l’urgenza del codice rosso, il protocollo adottato per combattere la violenza di genere. Le accuse a carico dell’uomo riguardano presunti reati di «interferenza illegittima nella vita privata», e «diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti». Due delle donne che hanno presentato denuncia avevano in passato intrattenuto relazioni con il sessantenne, una delle quali sarebbe durata diversi anni. La terza, invece, era una semplice conoscente. Secondo quanto riportato dal quotidiano di Milano, non sarebbe in discussione la consensualità dei rapporti intimi, ma le denuncianti non avrebbero mai autorizzato le riprese, né tantomeno la loro diffusione o condivisione con terzi.
I filmati
Una delle vittime è venuta in possesso del materiale, che rivelerebbe circa 150 video relativi a una quindicina di donne diverse – professioniste, fornitrici, o inquiline di qualche stabile che gestiva l’uomo – filmate durante atti sessuali o durante momenti di contatto con il pubblico, ma anche riprese di nascosto nel bagno dell’ufficio e non solo. Elementi – allegati agli atti in possesso degli inquirenti di Monza – che l’uomo avrebbe conservato normalmente tra i documenti inerenti la gestione e l’attività dell’ufficio e quindi potenzialmente visibili al resto del personale. Per gli inquirenti, quanto emerso fino ad ora, potrebbe essere solo una parte di uno scenario investigativo decisamente più ampio.
