Milano, tensioni al corteo contro le Olimpiadi e l’Ice: la polizia carica i manifestanti con i manganelli, usati anche gli idranti

Ci sono state cariche e sono stati usati gli idranti da parte delle forze dell’ordine contro i manifestanti che, staccati dal corteo contro le Olimpiadi a Corvetto, a Milano, si dirigevano verso la tangenziale est. I manifestanti hanno lanciato bottiglie, petardi e lacrimogeni contro gli agenti in tenuta antisommossa. Il corteo promosso dal «Comitato Insostenibili Olimpiadi», era partito da Porta Romana, quartiere sud-est di Milano, per protestare contro i Giochi invernali di Milano-Cortina e l’Ice. In origine i partecipanti erano circa cinquemila, ma il numero è destinato a crescere. In apertura della manifestazione, uno striscione con la scritta: «Riprendiamoci le città, liberiamo le montagne». Esposto anche un cartello: «From Minneapolis to Milan, out Ice».
Per Mattia Scolari, segretario della Cub Milano, presente alla manifestazione, queste Olimpiadi sono «un grande evento basato su opere inutili, cementificazione e sfruttamento del lavoro precario, che non porteranno benefici alle classi popolari. Siamo qui per contestare un modello di sviluppo fondato sulla speculazione e sull’abbassamento delle tutele del lavoro», dichiara Scolari. Prima della partenza, i manifestanti hanno inscenato un flash mob, cantando e sollevando alberi di cartone, simbolo degli abbattimenti legati alla costruzione della pista da bob di Cortina. Il corteo sta ora procedendo lungo corso Lodi.
Il percorso del corteo
È la più ampia delle tre manifestazioni in programma nel weekend inaugurale, dopo quelle di ieri sera in viale Mar Jonio e di ieri mattina in piazzale Leonardo da Vinci. Il corteo è partito da piazza Medaglie d’Oro e arriverà al Corvetto, attraversando corso Lodi, a ridosso del Villaggio olimpico di Scalo Romana. Proprio questo tratto è destinato a rappresentare il punto più «caldo» della mobilitazione. Nell’area sono schierate numerose camionette e presidi delle forze dell’ordine. In piazza sono presenti rappresentanti dei centri sociali, sindacati di base, realtà del mondo antagonista, collettivi studenteschi e reti impegnate nella lotta per il diritto all’abitare e per la Palestina, ma anche numerosi giornalisti internazionali.
