Il Regno Unito assume medici di base che potranno lavorare anche dalla spiaggia

Nel Regno Unito ci sono sempre meno medici di base e il Servizio sanitario nazionale (NHS) per correre ai ripari ha deciso di reclutarli all’estero. Ma i dottori assunti non saranno obbligati a trasferirsi in Inghilterra: potranno lavorare da remoto, anche dalla spiaggia. Il loro lavoro consisterà infatti nel fare consulti online per i pazienti del Regno Unito.
La carenza di dottori
La misura si inserisce in un quadro di pressione persistente sul sistema sanitario inglese. A settembre 2015 c’erano circa 50,2 medici di base ogni 100.000 pazienti; a dicembre 2024 questo numero è calato a 43,3 medici per 100.000 pazienti: una riduzione di circa 13,8% in quasi 10 anni. Uno dei problemi riguarda le ore lavorate nel sistema sanitario nazionale: a fine 2025 circa 39.918 medici di base erano impiegati come medici di base in Inghilterra. In termini di full-time equivalent — cioè considerando le ore lavorate — il totale scende a circa 28.777. Secondo uno studio pubblicato sul BMJ nel 2025, circa 1 medico di base su 3 non lavora all’interno del NHS.
L’offerta di lavoro
Ecco perché, pur di avere dei medici che possano fare un primo consulto, il sistema sanitario inglese è disposto a offrire loro contratti di smart working. Secondo quanto riportato dal Telegraph, il piano del NHS prevede che possano candidarsi medici di medicina generale già qualificati e registrati, anche se residenti all’estero. In particolare, il reclutamento guarda a Paesi con sistemi sanitari e percorsi formativi considerati comparabili a quello britannico, come Australia, Nuova Zelanda, Canada e altri Stati del Commonwealth, oltre a professionisti britannici che si sono trasferiti all’estero ma mantengono l’abilitazione.
L’urgenza
I sostenitori della misura — inclusi membri del governo e dirigenti del Nhs — la presentano come una soluzione pragmatica alla carenza di personale, che consente di incrementare l’offerta di consulenze primarie senza attendere anni per formare nuovi medici nel Regno Unito. Inoltre, i contratti da remoto permetterebbero di sfruttare il bacino di professionisti già formati e registrati nel sistema sanitario, molti dei quali ora lavorano fuori dal Paese. Critiche arrivano però dall’associazione dei medici britannici (British Medical Association) secondo cui le soluzioni al problema dovrebbero concentrarsi sul miglioramento delle condizioni di lavoro e su incentivi per trattenere i professionisti locali piuttosto che esternalizzare i consulti.
