Crans-Montana, l’ex capo della sicurezza punta il dito contro il Comune: «Pochi controlli? Non avevamo risorse»

«A causa dei problemi di organico non avevamo risorse per fare i controlli sulla sicurezza dei locali pubblici e avevamo anche problemi con il software per la cui sostituzione abbiamo impiegato molto tempo, di tutto questo avevamo informato il Comune». È Ken Jacquemoud, ex responsabile della sicurezza di Crans-Montana dal 2017 al 2024, a puntare il dito contro il Comune dove si è verificato il terribile incendio di Capodanno. Nell’interrogatorio di oggi a Sion, Jacquemoud ha giustificato i mancati controlli antincendio al disco-bar Le Constellation, in cui sono morte 41 persone.
Il patentino per la prevenzione degli incendi
Jacquemoud, che è indagato per il rogo di fine anno, ha parlato delle responsabilità della pubblica amministrazione, che – a suo avviso – ha contribuito al verificarsi della strage al Constellation. «I dati sui controlli si sono cancellati, non era stato fatto un backup. C’è voluto tempo per cambiare il programma. E io l’avevo detto al Comune che servivano più risorse», ha puntato il dito l’ex responsabile della sicurezza. A differenza del suo successore Christophe Balet, che è risultato sprovvisto di un patentino per la prevenzione antincendio, Jacquemoud dispone di un brevetto.
L’interrogatorio del capo dei vigili del fuoco
Il funzionario, che nel 2019 aveva effettuato l’ultima ispezione al Constellation, è stato chiamato dagli inquirenti per spiegare la mancanza dei controlli negli ultimi anni. E anche perché la spugna acustica presente sul soffitto era stata giudicata a norma. Secondo quanto è emerso, l’ex responsabile ha puntato il dito anche contro il capo dei vigili del fuoco, David Vocat. Anche lui era presente durante i passati controlli, risalenti al pre-covid, e sarà sentito il 16 febbraio, non come indagato ma come testimone.
La tentata estorsione
Secondo quanto raccontato da Jacquemoud, nel 2023 l’uomo che gestiva il software per le ispezioni antincendio, la piattaforma “VS Fire”, minacciò di diffondere dati sensibili sul dark web se non avesse ricevuto 100mila franchi. Arrestato e ricoverato in un ospedale psichiatrico, l’informatico – descritto dagli inquirenti come in preda a deliri complottisti – portò di fatto alla chiusura del sistema e alla perdita di numerosi dati sui controlli di sicurezza. Il passaggio a una nuova piattaforma richiese tempo e aumentò il carico di lavoro degli uffici, senza che venissero concessi rinforzi di personale.
Foto copertina: EPA/Cyril Zingaro | Fiori e candele lasciati in ricordo delle vittime dell’incendio di Crans-Montana
