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La dottrina economica europea di Macron: «L’Ue decida se diventare una potenza»

10 Febbraio 2026 - 08:25 Anna Clarissa Mendi
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Il presidente francese a Le Monde e altri 7 giornali europei fra i quali Il Sole 24 Ore: «Di fronte a un'aggressione da parte degli Usa mai piegare la schiena»

Un’Europa con maggiore autonomia, capace di agire come potenza economica, industriale e militare. È questa la «dottrina economica europea» indicata dal presidente francese Emmanuel Macron nell’ampia intervista concessa a sette quotidiani europei, tra cui Le Monde e Il Sole 24 Ore, in vista delle prossime scadenze politiche a Bruxelles e del vertice sull’industria europea ad Anversa.  

Al centro della proposta di Macron c’è un appello esplicito a un debito comune europeo per finanziare settori strategici come la difesa e l’intelligenza artificiale, strumenti ritenuti indispensabili per evitare il declino dell’Unione in un contesto globale sempre più competitivo. «Oggi, abbiamo tre battaglia da condurre – avverte Macron -, nella sicurezza e nella difesa, nelle tecnologie della transizione ecologica e nell’intelligenza artificiale e nel quantico».

Secondo il presidente francese, il quadro internazionale è profondamente cambiato rispetto a pochi anni fa. La Cina, sottolinea, ha accelerato enormemente, accumulando un surplus commerciale di circa 1.000 miliardi di euro con il resto del mondo. In questo scenario, l’Europa rischia di diventare «il fattore di aggiustamento del sistema globale», senza una vera capacità di influenza. «L’Europa deve decidere se vuole diventare una potenza – prosegue il leader di Parigi, ricordando il monito di Mario Draghi di pochi giorni fa – o restare un mercato aperto ai quattro venti, rischiando di essere spazzata via».

I quattro pilastri per rilanciare l’Unione

Macron articola la sua visione in quattro obiettivi strategici. Il primo è la semplificazione delle regole e il completamento del mercato unico, ritenuti essenziali per liberare il potenziale economico europeo. Il secondo riguarda la diversificazione commerciale e il de-risking dalle dipendenze accumulate negli ultimi anni, in particolare nei settori energetici e tecnologici.

Il terzo pilastro è la preferenza europea: dall’acciaio all’auto, dalla chimica alla difesa, l’Unione deve tutelare le proprie filiere produttive, anche attraverso clausole di salvaguardia e requisiti di contenuto europeo. Infine, l’innovazione, che per Macron richiede investimenti comuni e una strategia condivisa, inclusa la promozione internazionale dell’euro, lo sviluppo dell’euro digitale e di stablecoin denominate in valuta europea.

Difesa comune e asse franco-tedesco

Sul fronte industriale e militare, Macron difende con decisione i grandi progetti congiunti con Berlino, a partire dal futuro aereo da combattimento franco-tedesco, oggetto di recenti indiscrezioni su un possibile stop. «È un buon progetto e non ho ricevuto alcuna comunicazione tedesca in senso contrario», afferma, avvertendo però che una eventuale messa in discussione dell’aereo porterebbe Parigi a rivedere anche la cooperazione sul carro armato comune.

Rapporti con gli Stati Uniti: «Non piegare la schiena»

Infine, Macron affronta il tema dei rapporti transatlantici e del ritorno delle tensioni con Donald Trump. «Di fronte a un’aggressione non bisogna piegare la schiena né cercare accordi a ogni costo», sostiene, ricordando come i tentativi di compromesso dell’Ue con Washington sui dazi non abbiano prodotto risultati duraturi.

Il presidente francese mette in guardia da un falso senso di sicurezza: alle fasi di apparente distensione seguono nuove minacce, che oggi colpiscono settori chiave come il farmaceutico e il digitale. Inoltre, la strategia passata avrebbe aumentato le dipendenze europee, in particolare sul fronte energetico: «Abbiamo sostituito la dipendenza dalla Russia con una dipendenza dagli Stati Uniti, che oggi forniscono il 60% del nostro gas naturale liquido».

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