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Colpisce con un lingotto d’argento l’ex amante e tenta di rapinarla: prete patteggia un anno e quattro mesi

11 Febbraio 2026 - 09:18 Ugo Milano
prete picchia amante
prete picchia amante
Prima della definizione del processo, il prete aveva risarcito la vittima con quattromila euro, che la donna ha scelto di dare in beneficienza all'ospedale Bambino Gesù

Aveva aggredito la donna con cui aveva avuto una relazione, tentando di rapinarla nella sua abitazione. Strattoni, colpi alla testa e il tentativo di impedirle di chiedere aiuto. Così è finito nei guai Giuseppe M., prete 63enne originario di un paese in provincia di Cosenza, che ha patteggiato una condanna a un anno e quattro mesi. Come riporta il Messaggero, prima della definizione del processo, però, aveva risarcito la vittima con quattromila euro, somma che la donna, una 70enne romana, ha scelto di devolvere in beneficenza all’ospedale Bambino Gesù.

L’aggressione

La vicenda risale a settembre 2021, quando la relazione tra i due era ormai terminata. Secondo l’accusa, il sacerdote, noto tra i fedeli come don Pino e oggi cappellano di un ospedale nei pressi di Padova, si sarebbe recato a casa dell’ex amante e lì avrebbe dato inizio all’aggressione. Nel capo di imputazione si legge che l’uomo, «per procurarsi un ingiusto profitto – mediante violenza consistita nello strattonare e colpire ripetutamente alla testa la donna con un lingotto in argento, costringeva quest’ultima ad aprire la cassaforte riversando il contenuto sul letto».

L’azione violenta non si sarebbe fermata lì. Dopo aver colpito la donna e averle causato diverse lesioni, il sacerdote avrebbe cercato di impedirle di chiedere aiuto. La vittima era riuscita a telefonare al figlio, ma l’uomo le avrebbe «strappato di mano il cellulare scaraventandolo a terra». L’obiettivo era quello di «impossessarsi dei monili in oro già custoditi nella cassaforte», gioielli che erano stati anche sistemati «all’interno di una busta di plastica».

I soccorsi

La rapina, però, non è andata a segno. Il figlio della donna, allertato dalla madre, è arrivato prima che il 63enne riuscisse a fuggire. Poco dopo sono intervenute anche le forze dell’ordine, che hanno bloccato il sacerdote. La 70enne, che all’epoca dei fatti aveva 65 anni, era stata trasportata in ospedale e dimessa con sette giorni di prognosi per contusioni all’avambraccio, al volto, al cuoio capelluto e al collo.

Dopo l’episodio era scattata la denuncia al XIII Distretto di polizia Aurelio e le successive indagini, concluse con il rinvio a giudizio. Nel corso del procedimento la donna aveva tentato di rimettere la querela, forse per il legame sentimentale avuto in passato e per le conseguenze che il processo avrebbe potuto avere. Ma trattandosi di un reato procedibile d’ufficio, l’iter giudiziario è andato avanti.

I segni di pentimento e il risarcimento

Nel frattempo don Pino ha mostrato segni di pentimento, risarcendo la vittima e chiedendo al pubblico ministero di poter patteggiare, con la «preghiera» che la richiesta venisse accolta. Così è stato. E ieri il sacerdote, che nei suoi video su YouTube dedicati al commento del Vangelo afferma che «abbiamo tutti un cuore inquieto quasi ogni giorno dell’anno», ha patteggiato la pena di un anno e quattro mesi per tentata rapina e lesioni.

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