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Il sindaco di Niscemi alla Camera: «Soldi per la frana stanziati dopo 28 anni, è la prima cosa che ho detto a Giorgia Meloni»

11 Febbraio 2026 - 16:01 Sara Menafra
niscemi frana documento
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Il primo cittadino Massimo Conti: «Possibile l'abbattimento degli edifici nei primi 50 metri, se non crollano potrebbero comunque inclinarsi di 25 gradi»

Il sindaco di Niscemi, Massimo Valentino Conti, sembra una persona che va dritto al punto. Nella prima audizione parlamentare da parte della commissione Ambiente, alla Camera dei deputati, alla quale ha partecipato in collegamento, ha soprattutto raccontato cosa la sua amministrazione sta facendo dopo la doppia frana che ha colpito la sua cittadina, in provincia di Caltanissetta, il 25 gennaio scorso (con un primo crollo, sul fronte ovest, il 16 gennaio) e che ha portato a sfollare quasi 1.500 persone, tra case crollate lungo il costone di roccia a sud della cittadina e una ipotesi di buttar giù tutti gli altri edifici nei primi 50 metri dal fronte di frana.

Stando al suo racconto, il comune di NIscemi, nel corso del tempo ha cercato di fare quanto era in suo potere. Ha approvato e aggiornato il piano per la protezione civile che inizialmente è stato attuato, per poi ricevere supporti più ampi dopo la seconda frana.

I soldi spesi e quelli mai arrivati

A proposito di risorse, poi, Conti racconta che alcuni interventi sono stati fatti nel corso del tempo: «Sul versante ovest – oggetto della prima frana, quella del 16 gennaio – fu realizzato un bypass sulla strada. Sono quindi stati stanziati 1 milione e 2mila euro per la messa sicurezza del versante ovest, con competenza del governo Musumeci. La frana a sud, invece, la più spettacolare, ma anche quella collegata alla disastrosa del ’97, è finita in secondo piano: «Per quanto riguarda la frana del 1997, io ho chiamato tutti i mesi gli uffici regionali competenti per ottenere l’attuazione delle fasi 2 e 3 di quanto fu deciso, dopo il 97 dalla relazione dei tecnici e che riguardava le competenze della Regione. Tra l’altro si prevedeva la demolizione di 47 immobili e il ristoro a chi aveva perso la casa. Il finanziamento è stato effettivamente attivato solo nel 2025.

Premetto che non avevamo segnali percepibili in quella zona, ma ho scritto tutti gli anni. Lo chiamavamo un quartiere fantasma, perché i residenti erano ormai pochi. Ma è la prima cosa che ho detto alla premier Meloni, ci sono voluti 28 anni per avere il finanziamento delle fasi 2 e 3».

Gli sfollati

Conti ha anche spiegato che il comune probabilmente dovrà organizzare l’abbattimento di tutti gli edifici nei primi 50 metri dalla frana anche perché, se non dovesse crollare, il tratto potrebbe comunque inclinarsi fino a 25 gradi: «Aspettiamo di capire se l’area si ridurrà, stiamo lavorando alla ricollocazione dei residenti, per ora sono solo 40 quelli che assistiamo direttamente, gli altri hanno trovato sistemazione da amici o parenti o nelle seconde case perché quello è un quartiere storico, ci abitano molti professionisti».

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