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Amazon, altri guai con le tasse in Italia: nuova indagine per maxi evasione fiscale. La replica dell’azienda: «Dai pm azioni aggressive»

12 Febbraio 2026 - 20:22 Giovanni Ruggiero
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Tra il 2019 e il 2023, l'azienda di Jeff Bezos in Italia avrebbe occultato i redditi reali prodotti in Italia. Secondo la procura di Milano, così hanno evitato di pagare centinaia di milioni di euro in tasse

Nuovi sospetti di evasione fiscale di alcune centinaia di milioni per Amazon. La Guardia di Finanza di Monza è tornata negli uffici italiani della società di Jeff Bezos, delegata dalla procura di Milano nell’inchiesta che ipotizza tasse non pagate tra il 2019 e il 2023. Le perquisizioni hanno interessato anche anche le abitazioni di sette manager e gli uffici di Kpmg, non indagati. Il filone di inchiesta è coordinato dal pm Elio Ramondini. La contestazione riguarda una presunta «stabile organizzazione occulta» in quanto la multinazionale avrebbe operato e prodotto redditi in Italia.

L’indagine per Iva non versata e l’accordo col fisco

Su Amazon, sempre il pm Ramondini con la Gdf di Monza aveva aperto da tempo anche un’altra inchiesta per presunta evasione fiscale che riguardava, in particolare, Iva non versata. Lo scorso dicembre, infatti, su questo fronte, dal punto di vista tributario il colosso ha raggiunto un accordo col fisco italiano, versando 511 milioni di euro.

Da questo primo filone di indagine, tra l’altro, ne è scaturito un altro nei mesi scorsi, sempre a Milano, che ipotizza il reato di «contrabbando per omessa dichiarazione» e che vede al centro, oltre al gruppo dell’e-commerce, anche una settantina di presunti «prestanome». Ossia la rete di venditori di prodotti cinesi che sarebbero stati movimentati da Amazon e su cui non sono stati pagati, per l’accusa, Iva o dazi doganali nell’importazione.

Il risarcimento di Amazon Italia Transport al fisco

In più, Amazon Italia Transport, una delle società del gruppo, dopo essere finita in una delle tante inchieste della Procura milanese sui cosiddetti «serbatoi di manodopera» con un sequestro di oltre 121 milioni di euro per frode fiscale nel luglio 2024, ha versato lo scorso dicembre oltre 180 milioni di euro, come risarcimento in sede fiscale.

Oggi, con le perquisizioni «presso terzi» ad alcuni manager non indagati per acquisire documentazione e sequestrare dispositivi, è venuta a galla un’ulteriore e nuova indagine per evasione per una «presunta stabile organizzazione occulta», ossia redditi prodotti in Italia ma senza pagare imposte. Amazon nel dicembre 2017 aveva già versato circa 100 milioni al fisco italiano per contestazioni simili.

La replica dell’azienda: «Dai pm preoccupanti azioni aggressive»

L’apertura dell’indagine è stata commentata con parole insolitamente dure da Amazon, che in una nota afferma: «È sorprendente e profondamente preoccupante che, mentre siamo attivamente impegnati in un dialogo trasparente con le autorità fiscali italiane per ottenere chiarezza su questioni tecniche complesse, la nostra azienda e i nostri dipendenti continuino a essere oggetto di azioni aggressive e del tutto sproporzionate da parte della Procura». Una dichiarazione, insomma, ben lontana dai consueti comunicati stampa con cui altri colossi sono soliti commentare l’apertura di un’inchiesta a loro carico. Amazon, continua la nota, «paga tutte le tasse dovute in Italia ed è uno dei primi 50 contribuenti del Paese. Siamo tra i maggiori investitori stranieri in Italia, con oltre 25 miliardi di euro investiti negli ultimi 15 anni e oltre 19.000 dipendenti a tempo indeterminato».

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