Vertice Ue sulla competitività, Draghi presenta le ricette ai leader. Meloni: «Priorità i costi dell’energia, sì agli Eurobond» – Il video
È in corso nel castello di Alden Biesen, in Belgio, il vertice “informale” dei capi di Stato e di governo dell’Ue sulle sfide della competitività. A nutrire la discussione dei leader questa mattina è stato l’intervento di Mario Draghi, autore di un rapporto che sin dal 2024 ha chiesto all’Ue di imprimere una svolta e impegnare sino a 800 miliardi di euro per preservare libertà e prosperità in un mondo sempre più “nemico”. Dopo il pranzo di lavoro, nel pomeriggio a portare le sue raccomandazioni ai leader sarà un altro illustre ex premier italiano, Enrico Letta, autore di un altro rapporto all’Ue sul mercato unico. Convocato dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, il summit è stato caricato di significato da diversi Paesi, in primis da Italia e Germania, che nelle ultime settimane hanno rafforzato il loro rapporto, prima col vertice bilaterale di Villa Pamphili a Roma, poi con il paper congiunto sulla competitività. L’asse emergente tra Italia e Germania punta in primis sulla deregulation, l’alleggerimento della burocrazia Ue, anche a costo di mettere sempre più «sotto controllo» il lavoro della Commissione e del Parlamento europeo. La Francia di Emmanuel Macron, rimasta tagliata fuori dall’intesa Meloni-Merz, ha reagito “sparigliando” rilanciando la proposta di Eurobond (debito comune) per sostenere i grandi investimenti necessari per garantire l’autonomia strategica in campi come difesa e nuove tecnologie. Sul tavolo ci sarà sicuramente anche il tema del costo dell’energia, che frena il dinamismo dell’Ue: molti Paesi premono per iniziative Ue capaci di imprimere una svolta tangibile sulle bollette.
February 12, 2026
Le priorità di Meloni per il vertice
«I temi della competitività sono molti, personalmente e a nome dell’Italia mi concentrerò sulla questione dei prezzi dell’energia», ha detto la premier Giorgia Meloni parlando coi cronisti prima dell’inizio del vertice, aggiungendo che un provvedimento tutto italiano sull’energia andrà comunque in Consiglio dei ministri la prossima settimana. Per la premier, la sfida di fondo del ritiro nel castello delle Fiandre è invece quella di «capire se l’Unione europea può dare risposte concrete, efficaci, immediate sui temi della competitività, perché non c’è più tempo da perdere, e se se vuole tornare a pensare in grande come noi speriamo». Il summit dei 27 è stato in realtà già preceduto da un pre-vertice, convocato proprio da Meloni e Merz, cui hanno partecipato i leader di ben 20 Paesi: oltre a Italia e Germania, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Danimarca, Bulgaria, Lussemburgo, Finlandia, Croazia, Belgio, Cipro, Francia, Austria, Repubblica Ceca, Olanda, Romania, Grecia e Svezia. Presente anche la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. «Non abbiamo affrontato il tema degli Eurobond, non volevamo fare un pre-Consiglio», ha riferito Meloni, rimandando alle discussioni più approfondite nel castello. Su quel tipo di strumento, ha detto comunque la premier, «personalmente sono favorevole, ma sapete che è uno dei dibattiti più divisivi in Europa, con posizioni molto diversificate».

Il triangolo Italia-Francia-Germania
Tra gli altri temi su cui trovare soluzioni – non oggi stesso, ma in vista del “vero” prossimo Consiglio europeo di marzo – Meloni ha ricordato quello della regolamentazione del settore automotive. Altro dossier su cui nei mesi scorsi Italia e Germania hanno fatto squadra combattendo insieme per l’annullamento della messa al bando dei veicoli a motore a combustione entro il 2035. La premier però non ha voluto rigirare il dito nella piaga delle distanze con Emmanuel Macron. «C’è sicuramente un motore tedesco-italiano sui temi, Il ruolo di Merz è molto positivo e sono grata perché stiamo facendo un buon lavoro. Ma non è qualcosa che si fa contro qualcuno altro. La Francia era al tavolo sulla competitività», ha ricordato Meloni. E d’altra parte, ha sottolineato, le geometrie delle alleanze dentro l’Ue possono variare a seconda dei temi. «Sul bilancio pluriennale per esempio difendiamo l’importanza della Coesione (fondi per le regioni meno sviluppate, ndr) ed è chiaro su quello faremo asse più con altri Paesi del sud Europa». Quanto a Francia e Germania, per far capire che il loro asse è tutt’altro che smontato, i due leader Merz e Macron si sono presentati insieme al punto stampa davanti ai cronisti: «Vogliamo rendere questa Ue più veloce, vogliamo migliorarla e soprattutto vogliamo garantire che in Europa ci sia un’industria competitiva. Sono lieto che Emmanuel Macron e io, come quasi sempre, siamo d’accordo su queste questioni. E mi aspetto che oggi faremo un passo avanti», ha detto Merz.

In copertina: I leader Ue al vertice nel castello di Alden Biesen (Belgio) – 12 febbraio 2026 (Ansa – Ufficio stampa Palazzo Chigi/Filippo Attili)
