Usa, colpo basso per Trump: la Camera vota lo stop ai dazi contro il Canada. Sei repubblicani stanno con i dem, il presidente: «La pagheranno»

Colpo basso per Donald Trump a pochi mesi dalle elezioni di midterm. La Camera dei Rappresentanti ha approvato una risoluzione per bloccare i dazi contro il Canada, infliggendo una sconfitta diretta alla Casa Bianca. A rendere il voto ancora più significativo è la spaccatura interna al Partito repubblicano: sei deputati conservatori hanno infatti scelto di schierarsi con i democratici. Il risultato finale è stato di 219 voti favorevoli allo stop e 211 contrari.
Il consenso di Trump in flessione
Un segnale che pesa per il presidente, già alle prese con un consenso in flessione. La bocciatura alla Camera conferma le difficoltà di Trump non solo tra gli elettori, ma anche all’interno della sua stessa maggioranza parlamentare. Una tendenza evidenziata da diversi sondaggi recenti – da Gallup all’approval tracker dell’Economist, fino alle rilevazioni di Reuters/Ipsos e Real Clear Politics – che registrano un calo, più o meno marcato, del gradimento nei confronti dell’operato della Casa Bianca.
Trump: «Subiranno conseguenze»
La reazione del presidente non si è fatta attendere. Subito dopo il voto, Trump ha attaccato duramente i deputati repubblicani dissidenti, avvertendo che chi si oppone alla linea dell’amministrazione sui dazi «subirà conseguenze alle elezioni», comprese eventuali primarie interne in vista del midterm di novembre. Già poco prima del voto, il presidente aveva ribadito le sue minacce sui social: «Chiunque voterà contro i dazi la pagherà alle elezioni, anche alle primarie», aveva scritto su Truth, sostenendo che le tariffe garantiscono agli Stati Uniti una maggiore sicurezza «perché il solo nominarle spinge gli altri Paesi ad accettare le nostre richieste». In un altro messaggio, Trump aveva poi preso di mira il Canada: «Si è approfittato di noi dal punto di vista commerciale per decenni. È fra i peggiori con cui avere a che fare».
La politica sui dazi di Trump
A febbraio, Trump aveva fatto ricorso all’International Emergency Economic Powers Act, dichiarando un’emergenza per la sicurezza nazionale e imponendo dazi del 25% su tutte le importazioni da Canada e Messico, oltre a tariffe del 10% sui prodotti provenienti dalla Cina. Il passaggio alla Camera rappresenta la prima presa di posizione formale dell’aula sulla politica commerciale di Trump dal suo ritorno alla Casa Bianca e dall’uso sistematico delle tariffe come strumento di pressione economica e diplomatica. Negli ultimi mesi, anche il Senato aveva tentato di muoversi per limitare o annullare i dazi imposti dal presidente.
