Il caso del farmaco che cura i bambini epilettici introvabile da sei mesi

Un’emergenza farmaceutica, su alcuni prodotti in particolare, preoccupa ormai da mesi le famiglie di pazienti con patologie specifiche, specie per quelle altamente invalidanti. Una preoccupazione che finora è rimasta confinata soprattutto su giornali locali, ma che mercoledì 11 febbraio è invece approdata in commissione Affari sociali alla Camera.
Da alcuni mesi il numero di farmaci carenti in Italia, cioè di farmaci introvabili a vari livelli, da quelli che hanno equivalenti disponibili a quelli per i quali è autorizzata l’importazione dall’estero, ha raggiunto livelli alti, sfiorando anche i 2000 farmaci. Attualmente sono trenta quelli tanto introvabili da obbligare all’importazione dall’estero. E tra questi, ha destato particolare allarme il Depakin granulare, antiepilettico indispensabile per gravi forme di malattie neurologiche e, nellla forma granulare, utilizzato soprattutto da bambini affetti da forme acute di neurodivergenze
Il racconto di Alessandra
Come racconta ad Open Alessandra C. mamma di G. affetto dalla sindrome Lennox Gasteaut, una particolare forma di encefalopatia epilettica infantile, – che ha 12 anni ma prende il farmaco da quando ne aveva uno – il problema è diventato preoccupante già in estate, poi da ottobre ad ora sempre più allarmante con una prospettiva che lascia pensare che non si risolverà a breve: «Le prime carenze si sono riscontrate in agosto, poi in autunno è diventato davvero complicato ottenere le confezioni di Depakin 250 granulato».
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In caso di emergenza, gli ospedali possono mettere a disposizione le loro scorte o farle avere da fuori regione: «E’ quello che siamo riusciti a fare finora ma con diverse settimane di attesa. Mio figlio prende questo farmaco da quando aveva un anno, combinato con altri. E ci hanno già detto che questa procedura di emergenza non potrà essere attivata sempre».
L’ipotesi, apparentemente semplice, di schiacciare le compresse e ottenere il dosaggio necessario a chi non è in grado di inghiottire, non è praticabile nel lungo periodo: «E’ una cosa che facciamo in alcuni casi, ma i granuli sono concepiti per rilasciare il principio attivo al momento giusto, la compressa schiacciata no. La mia unica preoccupazione è che mio figlio eviti di avere nuove crisi, che eravamo riusciti ad evitare da circa un anno». Alcuni giorni fa sui social era diventato virale l’appello della mamma di Nicolas, da Genova, disperata per l’impossibilità di trovare il farmaco. Ma i casi analoghi sarebbero molti, dicono le associazioni di genitori.
La posizione di Sanofi e gli altri casi
Rileggendo i report di Aifa si capisce che è la quarta volta in pochi anni che questa problematica si ripresenta per questo anti epilettico che si usa in particolare in casi molto gravi di neurodivergenza o bipolarismo. Nei ragazzi come G. il problema è che la sua sindrome è anche «farmaco-resistente», quindi non tutti i principi attivi vengono assimilati”. L’azienda che produce il farmaco, la Sanofi, ha dichiarato che il farmaco tornerà nuovamente disponibile tra fine febbraio e marzo, ma un analogo annuncio era stato fatto anche a dicembre scorso per gennaio. La nota diffusa da Aifa, sulla base delle dichiarazioni di Sanofi, ha autorizzato l’azienda ad importare il farmaco dall’estero, anche con bugiardino non in italiano.
L’interrogazione parlamentare
Mercoledì scorso, Ilenia Malavasi del Pd ha posto una interrogazione in commissione Affari sociali della Camera, parlando della carenza di alcuni farmaci, tra i quali, il Depakin, «farmaco salvavita che rappresenta, per molte persone affette da epilessia, con quadri neurologici complessi, gravi condizioni di disabilità e forme di epilessia farmacoresistente, un presidio terapeutico imprescindibile». La risposta del sottosegretario Marcello Gemmato ha, però provato a frenare le preoccupazioni: «Non siamo certamente di fronte all’asserita crisi sistemica», ha risposto: «È chiaro che, a fronte di questo fenomeno, il quadro normativo vigente non prevede la possibilità di imporre l’avvio, il mantenimento o l’incremento della produzione di specifici medicinali, trattandosi di scelte che rientrano nell’autonomia industriale delle aziende».

Una risposta che ha riacceso le preoccupazioni delle associazioni di genitori o familiari di epilettici gravi, come ci spiega Morena Manfreda, madre di un bambino autistico – ma non in cura con questo farmaco – e membro dell’associazione Abilità diverse di Milano: «Le farmacie dicono di utilizzare i canali di emergenza per reperirlo, il problema è che la procedura è lunga e non sempre arriva in breve tempo – dice a Open – Molte famiglie stanno rischiando di non averlo e quindi si mette a repentaglio la salute dei ragazzi; so che molte sé li stanno scambiando, si aiutano tra di loro, e mi chiedo come possa esser possibile che il governo non li prenda all’estero visto che Aifa ha detto che la distribuzione tornerà normale solo a marzo».
