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Cuore danneggiato, l’avvocato della famiglia: «Bimbo ormai inabile al trapianto». Il ministero invia gli ispettori

13 Febbraio 2026 - 13:29 Cecilia Dardana
trapianto cuore bambino napoli cuore rovinato
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Sequestrato il box usato per conservarlo: sarà oggetto di una perizia affidata a consulenti nominati dagli inquirenti

Secondo il medico legale incaricato dalla famiglia, il bambino di due anni e quattro mesi a cui lo scorso 23 dicembre è stato trapiantato un cuore poi risultato danneggiato presenterebbe ormai una condizione clinica incompatibile con un nuovo intervento. A riferirlo è l’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste i genitori del piccolo, ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli. «Secondo il parere del nostro medico legale, il bimbo presenterebbe una condizione clinica che lo renderebbe ormai inabile al trapianto», ha spiegato il legale, precisando però che la famiglia intende chiedere una valutazione ulteriore. «Abbiamo intenzione di chiedere alla direzione sanitaria del Monaldi un parere terzo, al Bambino Gesù, sulla condizione di trapiantabilità del piccolo». Nel primo pomeriggio, ha aggiunto Petruzzi, i familiari riceveranno un aggiornamento ufficiale sulle condizioni del bambino al termine di un incontro con l’équipe sanitaria dell’ospedale Monaldi.

Il ministero della Salute intanto ha inviato ispettori all’ospedale di Bolzano dove è stato espiantato il cuore assegnato per un trapianto al piccolo Tommaso a Napoli all’ospedale Monaldi. Il gruppo dovrà fare sulla vicenda, dal traporto alla decisione dell’intervento con l’organo che sarebbe stato danneggiato nel trasporto utilizzando ghiaccio secco invece di normale ghiaccio.

Gli indagati e il box usato per il trasporto posto sotto sequestro

Sei sanitari sono indagati e il contenitore utilizzato per trasportare il cuore trapiantato a un bimbo di due anni e quattro mesi è stato sequestrato dai carabinieri del Nas di Napoli, su delega della Procura. Il piccolo si trova ora in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi. Il box, un vero e proprio sistema di conservazione e trasporto degli organi progettato per mantenere il cuore a temperature controllate, sarà oggetto di una perizia affidata a consulenti nominati dagli inquirenti. Insieme al contenitore, i carabinieri hanno acquisito tutta la documentazione relativa al caso, che ora gli investigatori stanno analizzando. I magistrati della VI sezione, che si occupano di lavoro e colpe professionali, hanno iscritto nel registro degli indagati sei componenti delle equipe coinvolte: alcuni hanno partecipato all’espianto del cuore a Bolzano, altri al trapianto sul bambino a Napoli. A tutti viene contestato il reato di lesioni colpose.

Il cuore danneggiato dal freddo

Secondo l’avvocato della famiglia del piccolo, Francesco Petruzzi, il cuore sarebbe stato danneggiato dal ghiaccio secco usato per conservarlo: «Dobbiamo capire come è stato possibile non distinguere del ghiaccio freddo (secco) che ha una temperatura di -75 gradi rispetto al ghiaccio ordinario che va dai zero ai 4 gradi: il cuore è arrivato congelato, bruciato da ustioni da freddo». Petruzzi ha sottolineato che, nonostante i tempi stretti tra espianto e trapianto, «l’organo da impiantare andava comunque verificato prima dell’intervento». «Non è chiaro chi abbia materialmente confezionato il box per trasportare il cuore – continua l’avvocato – i reati di natura colposa sono anche di natura omissiva: il Monaldi, come istituto ricevente, aveva il dovere di vigilare sulla preparazione del contenitore».

Fico: «È una vicenda gravissima su cui andrà fatta piena luce»

Anche il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha commentato la vicenda: «Voglio esprimere a nome mio e della Giunta regionale della Campania la più profonda vicinanza alla famiglia del bambino ricoverato al Monaldi. Sono ore di grande apprensione e sofferenza. È una vicenda gravissima e dolorosissima su cui andrà fatta piena luce». Fico ha annunciato anche l’avvio di un’ispezione a livello regionale: «In considerazione dell’estrema gravità del quadro che è andato emergendo, ho disposto l’attivazione dei poteri ispettivi e conoscitivi previsti in capo alla Direzione generale per la tutela della Salute della Regione Campania. Occorre fare totale e assoluta chiarezza su ciò che è successo e accertare ogni responsabilità. Con massima trasparenza e determinazione».

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