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Medici senza Frontiere contro le milizie di Gaza: «Trafficano armi in ospedale e terrorizzano i pazienti, ora basta»

14 Febbraio 2026 - 18:02 Diego Messini
Medici Senza Frontiere ospedale Gaza
Medici Senza Frontiere ospedale Gaza
L'ong francese annuncia la sospensione delle attività all'ospedale Nasser denunciando mesi di incursioni «inaccettabili» di uomini armati

Uomini armati e mascherati, arresti di pazienti, intimidazioni, traffici di armi. È quanto avviene da mesi all’interno dell’ospedale Nasser di Khan Younis, uno dei principali della Striscia di Gaza. A denunciarlo questa volta non è Israele, ma una delle più note organizzazioni umanitarie al mondo: Medici senza Frontiere. L’ong fondata negli anni ’70 da Bernard Kouchner ha annunciato oggi la decisione di sospendere tutte le attività mediche non essenziale all’interno dell’ospedale del sud della Striscia a causa delle gravi e costanti intromissioni “para-militari” nella struttura. «Negli ultimi mesi, nell’ospedale Nasser di Khan Younis, pazienti e personale di Msf hanno visto uomini armati, alcuni dei quali mascherati, in diverse aree del grande complesso ospedaliero», fa sapere l’organizzazione, precisando che ciò «non si è verificato nelle aree in cui Msf svolge le sue attività, ma in altre parti del complesso». Nel comunicato diffuso viene fatto notare come le violenze siano cresciute notevolmente proprio dopo l’inizio del cessate il fuoco nella Striscia, annunciato e quasi «imposto» da Donald Trump lo scorso 13 ottobre. Da quel momento, col ritiro parziale delle forze israeliane, Hamas ed altre milizie / clan palestinesi sono potuti tornare a operare alla luce del sole. Riprendendo il controllo alla loro maniera anche di scuole e ospedali. Israele accusa da sempre Hamas e la Jihad islamica palestinese di usare quelle strutture come avamposto militari, magari per nascondere armi o altri equipaggiamenti para-militari.

I movimenti «pericolosi» e i precedenti

«Con un aumento dopo il cessate il fuoco, le équipe di Msf hanno segnalato una serie di atti inaccettabili, tra cui la presenza di uomini armati, intimidazioni, arresti arbitrari di pazienti e una recente situazione di sospetto movimento di armi», riferisce Medici senza frontiere. «Questi incidenti rappresentano gravi minacce alla sicurezza delle nostre équipe e dei nostri pazienti». È la prima volta che un’organizzazione umanitaria operativa a Gaza denuncia pubblicamente la presenza di uomini armati in un ospedale o l’uso di tali strutture per il trasferimento di armi, fanno notare i media israeliani. Nel comunicato non si precisa se gli uomini armati visti all’opera siano di Hamas o di altre milizie attive nella Striscia. L’anno scorso, ricorda l’Ansa, il medico che lavorava anche come portavoce dell’ospedale Nasser era stato esplicitamente minacciato dalla Jihad islamica palestinese a causa del suo rifiuto di consentire ai miliziani di entrare e utilizzare l’ospedale.

Foto di copertina: Operatori sanitari di Medici senza Frontiere al lavoro all’ospedale Al Aqsa di Gaza durante la guerra – 6 gennaio 2024 (ANSA/Mohammed Abed/MSf)

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