Il dolore dei genitori di Zoe Trinchero, uccisa a Nizza Monferrato: «È surreale, quello che è successo è disumano»

«Non si può descrivere come stiamo, ovviamente male. Non ci sono parole per un dolore così. È surreale, quello che è successo è disumano, non è normale che succedano cose del genere». Queste le parole di Fabio Trinchero, il papà di Zoe, la diciassettenne uccisa a Nizza Monferrato, in provincia di Asti, al programma di Canale 5 “Dentro la notizia”. La giovane è stata uccisa e gettata in un canale da Alex Manna, la notte tra il 6 e il 7 febbraio. La mamma di Zoe, Mariangela Auddino, ha aggiunto: «Zoe significa ‘essenza della vita’ in greco e doveva essere l’essenza della nostra vita ed è stato così. Ci ha fatto capire il senso della vita. Zoe aiutava con le spese, noi non siamo una famiglia ricca e lei lo sapeva benissimo, quindi lavorava. Non solo nel bar della stazione, aiutava anche a noi. Ha lavorato anche al ristorante, in un altro agriturismo. Si dava da fare».
La madre: «Quando la vidi nel canale non mi dissero nulla per 40 minuti, sono stati i peggiori della mia vita»
Mamma Mariangela ricorda il giorno in cui sua figlia è stata uccisa, la notte fra il 6 e il 7 febbraio: «Ho questa visione di lei là sotto, non la vedevo perché era attorniata. Era giù da questo ponte. Chiedevo se fosse viva, se era morta, se stava bene ma non mi dicevano nulla. Sono stati i 40 minuti peggiori della mia vita».
Il ricordo su Alex Manna il giorno dell’omicidio. «Gli dissi “Tu grande e grosso quanto sei, l’hai lasciata dietro”»
Su Alex Manna, il ragazzo che ha confessato l’omicidio sottolinea: «So bene tutte le ‘cotte’ di mia figlia, so tutti quelli che ci hanno provato: è bella Zoe, una bellissima ragazza e ha tanti spasimanti. Mi sono ricordata dalle foto di lui (di Alex Manna, ndr) e ho detto ‘è già da un po’ che lei gli aveva detto di no’. Poi mi hanno detto gli amici che da un paio di settimane aveva ricominciato a provarci. Io ho insegnato a Zoe a discutere, a parlare, a farsi capire, a comprendere gli altri, a comprendere quello che gli altri provano. Probabilmente lei aveva capito che lui aveva una cotta per lei e voleva semplicemente fargli capire che non ce ne era». E sui tentativi di depistaggio dell’assassino, la madre ricorda come «la compagnia di Zoe credo sia la più multietnica mai conosciuta, lei è cresciuta sapendo che siamo tutti uguali. Io quando sono arrivata (sul luogo dove Zoe è morta, ndr) sono subito andata a cercare il miglior amico di Zoe, Abde. Lui mi ha detto: ‘Guarda mi sono allontanato dieci minuti, era con questo Alex Manna’. Sono andata da lui e gli ho chiesto come mai Zoe fosse lì, lui straparlava e diceva: ‘Ci ha aggredito quel ragazzo di colore, io sono scappato, credevo che lei mi fosse dietro’. e io gli ho detto: ‘Tu grande e grosso quanto sei, l’hai lasciata dietro‘. Io – conclude la mamma di Zoe – all’inizio ci ho creduto”».
